“BLU GUADO” di ELISA ZADI
installazione interattiva ispirata alla “Madonna del parto” capolavoro universale di Piero della Francesca

Dopo il lungo e impegnativo periodo di ricerca per la realizzazione dell’opera, l’artista ha felicemente accolto l’invito a presentare questa sua creazione nel corso della giornata inserita all’interno dell’evento “T-essere in fiore” in collaborazione con l’associazione Art Terapy Italiana, con il patrocinio del Comune di Firenze e in collaborazione con Quartiere 1 e Quartiere 2.

Il giorno 3 febbraio 2020 dalle ore 17:00 in poi, Elisa Zadi sarà ospite presso Toscanalab Arte e Arteterapia in via San Zanobi 104/r a Firenze, per presentare al pubblico il lavoro che precede e i significati delll’installazione interattiva “Blu Guado”. Nel corso dell’incontro un rituale performativo propiziatorio sarà l’iniziazione del progetto e darà vita al laboratorio partecipato.

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I RAGAZZI DELLA VIA PAL..LI
La donazione Carlo Palli
all’Accademia delle Arti del Disegno
  
INAUGURAZIONE MOSTRA
Venerdì 10 gennaio 2020, ore 17.30

Firenze e la Toscana si arricchiscono di un importante evento di arte contemporanea all’Accademia delle Arti del Disegno.
 
Dal 10 al 30 gennaio 2020 l’Accademia delle Arti del Disegno in collaborazione con l’Archivio Carlo Palli organizza la mostra “I ragazzi della Via Pal..lli. La donazione Carlo Palli all’Accademia delle Arti del Disegno”. Per un mese saranno esposte 67 opere tratte dall’Archivio del grande collezionista pratese Carlo Palli che ripercorrono i momenti salienti dell’arte contemporanea dagli anni Sessanta ad oggi e che al termine della mostra rimarranno proprietà dell’Accademia delle Arti del Disegno.

 
 

 
Artisti in mostra:
Poesia visiva italiana: Ugo Carrega, Luciano Caruso, Carlo Marcello Conti, Claudio Francia, Arrigo Lora-Totino, Stelio Maria Martini, Gian Paolo Roffi, Sarenco, Luigi Tola, Rodolfo Vitone
Gruppo ’70:  Roberto Malquori, Lucia Marcucci, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Michele Perfetti, Lamberto Pignotti
Musicisti fiorentini d’avanguardia: Giancarlo Cardini, Giuseppe Chiari, Pietro Grossi, Daniele Lombardi, Albert Mayr
Architettura Radicale: Lapo Binazzi, Gianni Pettena, Alessandro Poli
Scuola di Pistoia: Roberto Barni, Umberto Buscioni, Gianni Ruffi
Arte a Firenze: Walter Fusi, Andrea Granchi, Riccardo Guarneri, Paolo Masi, Renato Ranaldi
Linguaggi Contemporanei: Claudio Ambrogetti, Vittore Baroni, Massimo Barzagli, Stefano Benedetti, Daniela Billi, Antonino Bove, Carlo Cantini, Myriam Cappelletti, Roberto Casati, Cinzio Cavallarin, Andrea Chiarantini, Giuseppe Ciccia, Riccardo Cocchi, Paolo della Bella, Fabio De Poli, Gianni Dorigo, Kiki Franceschi, Aldo Frangioni, Gabriella Furlani, Roberto Giovannelli, Carlo Guarienti, Gustavo Maestre, Manuela Menici, Miradario, Mono, Fernando Montagner, Luigi Petracchi, Giampiero Poggiali Berlinghieri, Enzo Risaliti, Piero Vignozzi, Elisa Zadi, Lorella Zappalorti

 

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“Francesco e Margherita”
 
a cura di Carlo Palli
 
Prato,
Fondazione Casa Pia dei Ceppi – Palazzo Datini
Via Ser Lapo Mazzei, 43
 
15 dicembre 2019 – 29 febbraio 2020
 
Inaugurazione
domenica 15 dicembre 2019
ore 17.30

 

 
Artisti partecipanti:
 
Marcello Aitiani, Vittore Baroni, Stefano Benedetti, Antonino Bove, Giuseppe Calandriello, Myriam Cappelletti, Roberto Casati, Cinzio Cavallarin, Riccardo Cocchi, Fabio De Poli, Paolo Della Bella, Gianni Dorigo, Riccardo Farinelli, Giovanni Fontana, Claudio Francia, Aldo Frangioni, Gabriella Furlani, Andrea Granchi, Gustavo Maestre, Roberto Malquori, Eugenio Miccini, Miradario (Massimo Biagi), Mono (Andrea Cioni), Fernando Montagner, Luciano Ori, Michele Perfetti, Luigi Petracchi, Lamberto Pignotti, Giampiero Poggiali Berlinghieri, Antonio Possenti, Gian Paolo Roffi, Sarenco, Elisa Zadi.

 

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Venerdì 13 dicembre dalle ore 16:00 in via Micheli 2 a Firenze, all’interno dell’evento “Luca De Silva, uomo del pozzo” ospitato presso la Biblioteca di Scienze Tecnologiche della Facoltà di Architettura in Palazzo San Clemente di Firenze, Elisa Zadi esporrà la sua opera “La Porta Verde”. L’opera viene concepita grazie al progetto di Luca De Silva che vede trasformato il suo racconto “L’uomo del pozzo” in lungometraggio. L’installazione “La Porta Verde” diventa scenografia della quarta stanza nella sceneggiatura del film “Anìmula”. L’opera rimarrà visibile fino al 17 gennaio 2020.

 

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Una mostra diffusa e immersiva “Looking for Monna Lisa. Misteri e ironie attorno alla più celebre icona Pop”, a cura di Valerio Dehò, esposta dal 24 novembre al 29 marzo nelle più importanti sedi dedicate all’arte di Pavia, celebra il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci, approfondisce il legame del genio fiorentino con la città e indaga sui misteri e sulle leggende che riguardano la celebre figura della Monna Lisa. L’esposizione, promossa e organizzata dal Comune di Pavia con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, coinvolge la chiesa di Santa Maria Gualtieri, lo Spazio Arti Contemporanee del Broletto, il Castello Visconteo, la Piazza del Municipio e offre opere di arte spiccatamente contemporanea, dalla pittura alla scultura, dall’installazione a lavori multimediali, alcune delle quali create per l’occasione e tutte accomunate dal rapporto imprescindibile con il passato, con la storia e con il grande Maestro. La chiesa sconsacrata di Santa Maria Gualtieri è la quinta ideale per l’esperienza multimediale “Monna Lisa who?“, realizzata dallo studio di multimedia design Karmachina e volta alla ricerca dell’identità del più famoso ritratto vinciano, abbracciando l’ipotesi che l’opera ritragga Isabella D’Aragona che, relegata a Pavia, incontrò Leonardo durante il suo soggiorno nella città. Le proiezioni, i suoni e la narrazione, uniti all’allestimento progettato da Studio Dune, sono in perfetta sintonia con la struttura verticale, la simmetria e la morbidezza delle linee del luogo e accompagnano il visitatore in un viaggio totalizzante. Il percorso espositivo prosegue presso lo Spazio Arti Contemporanee del Broletto e il Castello Visconteo con una selezione di oltre quaranta opere di trentanove artisti che hanno reinterpretato in chiave contemporanea il capolavoro della Monna Lisa, chi con l’intento di creare continuità, chi rottura. Si passa infatti dall’Arte concettuale a Fluxus, dalla Poesia Visiva alla Neopittura, dalla Pop art fino a più recenti espressioni che sottolineano la continua ricerca della novità e il coraggio per la sperimentazione, di cui Leonardo è stato maestro. Il fenomeno della riproducibilità – come afferma Valerio Dehò – ha reso il quadro leonardesco la più grande icona pop della storia che non ha mai cessato di interessare gli artisti oltre che i commercianti di gadget o di souvenir. La ricerca della Monna Lisa si allarga a territori imprevedibili“.

Gli artisti coinvolti sono: Marcello Aitiani, Paolo Albani, Anna Banana, Vittore Baroni, Stefano Benedetti, Julien Blaine, Stefano Bressani, Carlo Cantini, Myriam Cappelletti, Ugo Carrega, Cinzio Cavallarin, Gianni Cella, Riccardo Cocchi, Fabio De Poli, Giovanni Fontana, Franco Fossi, Claudio Francia, Raimondo Galeano, Marco Gerbi, Jiri Kolar, Sean Mackaoui, Roberto Malquori, Lucia Marcucci, Jean MargatMiradario (Massimo Biagi), Gian Marco Montesano, Luciano OriOrlan, Vania Paolieri, Luigi Petracchi, Vettor Pisani, Lorenzo Puglisi, Giovanni RaffaelliSarenco, Karel Trinkewitz, Ben Vautier, Giuseppe Veneziano, Virgilio Rospigliosi, Elisa Zadi.

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La Biblioteca San Giorgio di Pistoia ospiterà Elisa Zadi dal 15 novembre al 16 dicembre 2019 con la mostra personale dal titolo “LéGàMI: fra Cielo e Terra”. L’inaugurazione è prevista per venerdì 15 novembre alle ore 17:00.

Elisa Zadi presenta una serie di installazioni e opere pittoriche che si articolano in separé e trittici che riflettono sul concetto del rapporto umano come assenza e come legame. La parola scelta come titolo della mostra “légàmi” vuole far intendere il gioco ambivalente fra “légami e legàmi” che è espresso esteticamente da nastri di raso sia dipinti che reali; quest’ultimi fuoriescono dalla scena pittorica e si articolano nello spazio adiacente per andare incontro allo spettatore e provocarne un coinvolgimento fisico e simbolico. I soggetti rappresentati nelle opere pittoriche, invece, vogliono far intendere la complessità dei rapporti. Le figure emergono dallo spazio-assenza della tela sempre in maniera parziale; i corpi non sono mai visibili interamente, a volte sopraffatti da tessuti-montagne come nelle opere “Le Cercatrici”, a volte spezzati dalla scelta del taglio compositivo come nel trittico “La Conseguenza delle Cose”, altre intuibili solo attraverso tracce esistenti di oggetti e stoffe-vestiario presumibilmente appartenenti al protagonista momentaneamente assente come nell’opera “Fra Cielo e Terra”. Ed è proprio questo concetto del “Legame fra cielo e terra” che si perpetua nelle installazioni che affiancano i separé e gestiscono lo spazio con forme platoniche associate agli elementi della materia considerata: Cielo-Aria ottaedro e Terra-Quadrato cubo. Le vetrine dello spazio espositivo e la sala che ospita la mostra si presenta come un corpo unico, simmetrico e cadenzato di opere che coinvolge l’ambiente e accompagna lo spettatore incantandolo con installazioni aeree e terrene color oro e argento e affascinandolo con opere-separé che possono essere viste double face. Il visitatore partendo dall’esterno della struttura viene catturato in un viaggio che conduce all’interno dello spazio espositivo e trasforma il suo percorso in un divenire simbolico ed iniziatico fatto di scoperte fino a ritrovarsene coinvolto.

 

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Dal 12 ottobre fino al 9 novembre 2019 Elisa Zadi esporrà a Pisa in una mostra collettiva dal titolo “Tra/me” insieme a Myriam Cappelletti, Laura VDB Facchini e Gianna Scoino. La mostra curata da Laura Monaldi sarà ospitata dallo Studio Gennai Arte Contemporanea.

Elisa Zadi interpreta il tema proposto per la mostra attraverso una serie di installazioni pittoriche. In alcune di esse, la bidimensionalità della tela si interrompe grazie a dei nastri applicati; questi prima dipinti e poi reali, creano un effetto in trompe-l’oeil che esce dalla tela e si propaga nello spazio circostante andando incontro allo spettatore. Altre installazioni invece si esprimono in polittici giocando su un’alternanza di elementi naturali e artificiali come animali, piante, materiali plastici e tessuti. Alcuni panneggi dipinti ad olio su tessuto grezzo sono delle vere e proprie “Presenze” (titolo di una di queste opere) che emergono dal supporto-tessuto. Queste forme sembrano generarsi dalla trama grezza della tela, hanno increspature che ricordano montagne e fluttuano come pianeti nella galassia, corpi e sé stanti che hanno un peso materico e nel vuoto pittorico dello spazio intorno acquistano una valenza sospesa e metafisica. Scrive la curatrice Laura Monaldi: “La trama è una linea trasversale capace di evolversi; è un filo che crea intrecci e legami; è la parte invisibile dell’origine; è la parte indistruttibile dei sensi fra l’io e il mondo; è di fatto ciò che ci tiene ancorati a una tradizione culturale e artigianale, alle fondamenta della vita come storia senza fine di uomini e donne che, tra fatti, interpretazioni e intrighi, hanno intessuto l’attuale presente. La trama costituisce, nelle sue declinazioni, il punto di partenza per una riflessione poetica e artistica che quattro artiste hanno portato avanti all’unisono, in una sinergia d’intenti che avvicina l’armonia degli elementi naturali al principio esistenziale dell’uomo, riflesso in un tempo di caos e di visioni rivoluzionarie. Quattro artiste per quattro voci che si completano in un unico viaggio riflessivo e operativo: dal privato della propria identità si liberano delle vecchie categorie per vestirsi di nuove ideologie, di nuove libertà, di nuove scelte.”

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Artbox è il nuovo spazio espositivo nelle vetrine dell’ex cartolibreria della San Giorgio. Varie forme dell’arte contemporanea si incontrano in assoluta libertà e contaminazione, in una sorta di patchwork, in questo piccolo contenitore nell’intento di dar conto degli infiniti mondi dell’arte, delle sue tecniche, dei suoi linguaggi, dei suoi prodotti.

Le collane di Stefano Turrini, le sculture di Ugo Nespolo, Marco Giacomelli e Elisa Zadi, le sagome in legno di Andrea Rauch e Fabio Mati, il libro di artista di Antonino Lo Presti, le scatole surreali di Fabio De Poli, Luca De Silva e Gianni Dorigo, gli oggetti/natura di Luciano Barale e Lorenzo Fontanelli, il multiplo in acciaio di Aldo Frangioni, il ritratto di Luca Lucherini, gli oggetti di design ispirati al mondo dell’arte contemporanera di Mario Pispoli, sono le opere che aprono la prima rassegna Artboxshow. Artisti che hanno già esposto in biblioteca o che incontrano per la prima volta la San Giorgio, e che si mettono in mostra in questa scatola ‘portagioie’ con una loro opera d’arte.

Per la biblioteca è una nuova occasione per facilitare gli artisti nella diffusione del loro lavoro al di fuori dei circuiti tradizionali, per mostrare i linguaggi artistici contemporanei e offrire così nuove opportunità per far godere delle emozioni e far muovere nuove riflessioni di fronte allo stupore, alla bellezza, ma anche al disorientamento che spesso regala la creazione artistica.

 

https://www.sangiorgio.comune.pistoia.it/artboxshow/#.XYkWpmbOPIU

 

 

Dal 16 settembre al 30 giugno, i corridoi delle medie e del liceo della Scuola San Niccolò di Prato ospiteranno la mostra “Nel segno di Leonardo” (in continuità con la recente esposizione “Effetto Leonardo”, curata da Stefano Pezzato al Museo di Palazzo Pretorio di Prato in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci): un’esposizione di opere italiane e internazionali, – provenienti dalla collezione Carlo Palli – che intende omaggiare il genio di Leonardo da Vinci nel quinto centenario della sua morte. Superando il noto confronto tra gli artisti contemporanei e la figura di Leonardo, l’esposizione offre al pubblico uno spaccato artistico che evidenzia non solo il mito intramontabile del Genio vinciano e la sua universalità, ma anche l’eredità culturale a cui il contemporaneo sembra ancora guardare, riflettendosi come in uno specchio in quella interdisciplinarietà tanto cara a Leonardo.

“Nel segno di Leonardo” intende proporre una rivalutazione estetica sulla continuità dell’arte contemporanea con il passato e, più precisamente, con il più felice spirito rinascimentale, avanzando una nuova sfida culturale: avvicinare i giovani all’arte, partendo proprio dalla scuola e dalle mura di San Niccolò, per assaporare le infinite strade che l’estetica contemporanea può offrire.

 

Artisti in mostra:

Paolo Albani | Anna Banana | Vittore Baroni | Stefano Benedetti | Mirella Bentivoglio | Carlo Bertocci | Julien Blaine | Alighiero Boetti | Antonio Bueno | Carlo Cantini | Luciano Caruso | Ugo Carrega | Cinzio Cavallarin | Guglielmo Achille Cavellini | Claudio Cerretelli | Giuseppe Chiari | Henri Chopin | Riccardo Cocchi | Fabio De Poli | Gianni Dorigo | Luc Fierens | Giovanni Fontana | Franco Fossi | Fabrizio Garghetti | John Giorno | Andrea Granchi | I Santini Del Prete | Emilio Isgrò | Alison Knowles | Jiří Kolář | Ketty La Rocca | Roberto Malquori | Eugenio Miccini | Miradario | Charlotte Moorman | Giorgio Olivieri | Yoko Ono | Luciano Ori | Orlan | Nam June Paik | Virginia Panichi | Ben Patterson | Mario Persico | Lamberto Pignotti | Michelangelo Pistoletto | Sandro Poli | Giampiero Poggiali Berlinghieri | Philip Ridley | Gianni Ruffi | Sarenco | Serge III | Stelarc | Toxic | Karel Trinkewitz | Cy Twombly | Emmett Williams | Lorella Zappalorti | Elisa Zadi.

 

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Dopo il successo ottenuto nel bosco di Monte Ceceri per le celebrazioni leonardiane del Comune di Fiesole, Elisa Zadi esporrà nuovamente “La forma dell’Aria” a Viareggio domenica 30 giugno 2019 dalle ore 17:00 presso Il Museo Popolare della Pineta. L’evento promosso dall’Officina d’Arte Contemporanea Dada Boom e dal Collettivo Superazione ha l’intenzione di trasformare la pineta adiacente allo Stadio dei Pini in un Museo che possa difendere gli alberi e contrastare il progetto dell’Asse di Penetrazione.

Da anni Elisa Zadi lavora con opere che coinvolgono alberi: alcune di Land Art come “Grembo” in permanenza presso il Parco Mediceo di Villa Demidoff a Firenze; altre installazioni-performative come “Psyche-Gohei” esposta durante Vitamine dell’Archivio Carlo Palli presso il Bosco dei Poeti a Verona; altre performative come “Pensiero-Azione-Destino” presso la Casa d’arte Contemporanea La Barbagianna di Pontassieve. Tutti questi lavori, oltre alla colta attenzione estetica, sono accumunati dal voler sperimentare attraverso il rituale una dimensione mitica, dal sapore apotropaico, che non solo vuole sensibilizzare l’uomo nei confronti della natura, ma rivendica il ruolo dell’arte che è vissuta come mezzo per stabilire Relazioni. Queste opere sono infatti interattive: l’artista desidera fortemente coinvolgere lo spettatore all’interno del suo lavoro come a voler ristabilire il legame fondamentale dell’esistenza nel connubio uomo-natura e ci riesce attraverso la magia delle sue creazioni.

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Domenica 9 giugno avrà luogo la passeggiata artistica dal titolo “Aria Acqua Terra Fuoco”. La giornata inserita nelle Celebrazioni Leonardiane 2019 è voluta dal Comune di Fiesole e organizzata dal collettivo La Montanina di Montebeni e coordinata dall’artista Elisa Zadi. La giornata verrà fruita come una festa in onore di Leonardo da Vinci. Oltre a opere d’arte site specific, i partecipanti saranno guidati alla scoperta di alcuni luoghi significativi di Monte Ceceri, fino al Piazzale Leonardo dove troveranno ristoro e dove si esibirà la Filarmonica di Fiesole. La passeggiata sarà guidata da esperti e i partecipanti potranno scegliere fra due differenti percorsi per lunghezza e difficoltà (uno partirà alle ore 9:00 da La Montanina di Montebeni e l’altro partirà alle ore 10:00 da Piazza Mino sotto la loggia del Comune di Fiesole).

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Elisa Zadi presenterà un’installazione che coinvolgerà un albero e che si trasformerà per l’occasione in un albero-sacro; questo avrà un aspetto dai colori oro e argento, in cui i riflessi della luce che penetreranno dalle fronde su degli specchi e il movimento degli oggetti favorito dal moto naturale dell’aria, renderanno particolarmente suggestivo e immersivo. La Zadi infatti per questa opera, parte dallo studio Leonardiano sulla “vite aerea” e i movimenti di questa struttura a elica in relazione all’aria. Questa forma racchiude in sé i codici aurei di proporzione armonica che tende all’Infinito, tema molto caro all’artista che qui considera anche grazie all’inserimento di forme platoniche già studiate da Platone e Pacioli. In questa atmosfera dal sapore immaginifico lo spettatore sarà guidato a partecipare all’installazione e a cogliere alcuni “cartigli segreti” che assumeranno l’aspetto simbolico del dono e della condivisione.

 

 

 

 

Il Collettivo Superazione lancia la seconda fase del progetto di residenza artistica Res Nullius per favorire, questa volta, l’incontro fra pubblico e artisti all’interno di situazioni abitative particolari.
In un’era in cui anche l’abitazione è diventata precaria, la vera intimità, la nostra unica vera casa, siamo sempre noi stessi, i nostri corpi, le nostre esperienze, il nostro vissuto, e il progetto ambisce proprio a mettere in contatto con l’ambiente le intimità di artisti e pubblico, che da private (e precarie) diventano appunto “res nullius”, cosa di nessuno, per realizzare un’azione artistica in uno spazio ai margini della società.
L’artista selezionato per il secondo appuntamento è Elisa Zadi. Dopo una residenza di tre giorni in una casa occupata, l’artista farà la sua performance domenica 12 maggio a un ora ancora da stabilire.
Vi faremmo sapere se l’evento è aperto al pubblico o no, ma la performance sarà diffusa in streaming sul canale YouTube del Collettivo Superazione.

Collettivo Superazione is launching the second phase of the Res Nullius residency project to promote, this time, the meeting between audience and artists in particular housing situations.
In an era where the housing situation has become uncertain, the true intimacy, our only real home, is us, our bodies, our experiences, our past, and the project aims at creating a relationship between the intimacies of artists and audience, that become “res nullius”, and at realizing an artistic action in a space on the margins of society.
The artist selected for the second event is Elisa Zadi. After a tre days residency in a squatted house, the artist will do his performance on sunday 12th of May. We will declare the schedule of the event in these days. The performance will be broadcasted in streaming on the Collettivo Superazione”s YouTube channel.

https://zadielisa.blogspot.com/2019/05/res-nullius-02-residenze-al-confine.html
https://superazione.wordpress.com/
https://www.zadielisa.it/
https://www.youtube.com/channel/UC2xqpuH1NfRie5YN1EwtAqQ

In occasione di ARTOUR-O il MUST, il Museo Temporaneo, che si svolgerà a Firenze dal 20 al 24 marzo 2019, Elisa Zadi presenterà due opere inedite “Monna Lisa Shoes” e “Bia e Cosimo”. Le opere concepite appositamente per l’evento, saranno rispettivamente presentate il 20 di marzo ore 19:00 presso OOO Out of Ordinary e il 21 marzo ore 16:00 presso il Chiostrino della Basilica della SS.MA Annunziata.

https://zadielisa.blogspot.com/2019/03/in-occasione-di-artour-o-il-must-il.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Frutto di una riflessione sui significati plurimi della parola “amore”, indagati e isolati da 20 artisti scelti per le loro caratteristiche differenti, la mostra si propone di rappresentare, attraverso la dialettica di differenza e ripetizione cara a Deleuze, la difformità contenuta all’interno di una singola parola usata abitualmente nei suoi significati differenti, tutti rappresentanti sentimenti immensi.
 Dall’amore nel senso tradizionale per il proprio compagno/a, alla sua estensione in senso fisico, scisso da quello affettivo, nel sesso. Dall’amore che diventa possesso e a volte violenza, all’amore invece idealizzato, platonico e sospirato. Dall’amore incondizionato per i figli, di una tenerezza infinita, all’amore per il prossimo. Dall’amore divino per il creato a quello per le proprie passioni, fino all’amor proprio che è rispetto e dignità di sé.
 Così come significati così diversi sono racchiusi in un solo e unico lemma, il parametro comune alle differenti opere presentate è la cornice, modello Ikea Ribba, eletta contenitore il più neutro possibile e reperibile in un negozio dalla diffusione più ampia possibile, atta a ospitare contenuti quanto più differenti. Grazie all’uniformità della cornice e alla sua ripetizione modulare, emerge ancor più chiara la differenza tra i singoli autori, rafforzata nel ritmo dalla disposizione in verticale delle opere in dittici o trittici.

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SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

 
“SELFIE – Searching for Identity”con 72 artisti internazionali
SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
“SELFIE / Searching for Identity”
a cura di Sandro Bongiani
Da venerdì 28 dicembre 2018 al 28 aprile 2019
Inaugurazione: domenica 23 dicembre 2018, ore 18.00
 
 
SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105/D – Salerno, Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongianimuseum@gmail.com
Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00
 
 

La  Collezione Bongiani  e’ una piattaforma web no-profit  online di arte contemporanea. Le nostre mostre virtuali non sono semplici filmati o presentazioni di  book  fotografici ma veri ambienti tridimensionali dove lo spettatore si ritrova immerso  a 360°  negli  spazi virtuali  della galleria e può  muoversi liberamente per visitare le opere esposte.

  Siamo uno dei primi e più  importanti  team di eventi virtuali no-profit al mondo.  Le mostre vengono inaugurate come in una vera galleria d’arte con un comunicato stampa inviato  ai rispettivi interlocutori,  la presentazione della mostra   da parte di un critico d’arte e con  il relativo catalogo presentato in edizione on-line.  Al termine della mostra  l’evento svolto  viene  archiviato  permanentemente per essere eventualmente rivisitato.

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ELISA ZADI

Psyche-Gohei

dentro è oltre

Il progetto di Elisa Zadi intende far riflettere i partecipanti su due tematiche a lei particolarmente care: l’introspezione psicologica e la sacralità dell’albero. Psyche, oltre che anima, era il nome che nel periodo rinascimentale individuava lo specchio posto nella stanza privata; i gohei, invece, sono delle decorazioni cartacee che in Giappone vengono messe a omaggiare gli alberi-kami, alberi centenari e quindi sacri. Come da tradizione orientale, l’opera si presenta come una corda-circonferenza da installare al tronco dell’albero prescelto: questa si compone, ad intervalli ritmati, da piccoli autoritratti su tela eseguiti allo specchio, dagli specchi-psyche che riflettono la luce e i volti dei partecipanti alla performance, e dai gohei contenenti messaggi dedicati. In questa nuova azione performativa di Elisa Zadi, concettualmente penetrante, gli elementi vengono simbolicamente e fattualmente a incontrarsi e a convivere, pur appartenendo a due culture e filosofie lontane nel tempo e nello spazio, come quella greco-occidentale e quella nipponico-orientale. L’artista riesce con semplicità ad unirli in un’opera che vuole essere universale, superando ogni distanza culturale e geografica, ricordandoci la nostra natura di esseri viventi composti dai medesimi elementi. Chiamato ad avvicinarsi, l’osservatore entrerà in contatto non soltanto con gli autoritratti, frutti figurativi derivati dall’indagine pittorico-introspettiva che molto ha contribuito a definire la personalità di Elisa Zadi nel panorama contemporaneo, ma avrà modo di confrontarsi con se stesso. Fondamentale è lo spazio naturale dove l’esperienza avverrà, il bosco, uno dei luoghi sacri ed animati per eccellenza. Si dice che se non vai nei boschi, se non sai abbandonarti alla Natura con libertà e coraggio, nulla in verità potrà succedere mai e la vita non avrà un vero e proprio inizio. Lo stesso si può dire per l’Arte in sè, che è il modo più alto e intenso per conoscere noi stessi.

https://museopineta.wordpress.com/

http://zadielisa.blogspot.com/2018/07/museo-popolare-della-pineta-viareggio.html

sabato 14 luglio 2018
FESTA INAUGURALE MUSEO POPOLARE DELLA PINETA A VIAREGGIO

Sabato 14 luglio 2018, alle ore 18:00, a Viareggio nella zona dello stadio, lato Viale dei Tigli (adiacente al Kiosko) verrà inaugurato con una festa il Museo Popolare della Pineta.
Si potranno vedere le opere donate dai molti artisti italiani che hanno aderito alla richiesta di trasformare in un museo a cielo aperto il pezzo di pineta che il “progetto asse di penetrazione” vorrebbe abbattere per creare una nuova via di collegamento verso il mare. Il Museo della Pineta nasce come azione collettiva in difesa del patrimonio naturalistico viareggino, contro il progetto devastante di una vera e propria superstrada a ridosso del Parco, in appoggio al Coordinamento No Asse e promosso dai due collettivi artistici Dada Boom e Superazione.

ore 18:oo Presentazione del progetto artistico del Collettivo SuperAzione e collettivo Dada Boom
Interverranno:
ANDREA LAMI: Comitato per la Salvezza della Pineta di Viareggio
GIACOMO VERDE: Collettivo SuperAzione
ALESSANDRO GIANNETTI: Collettivo Dada Boom

ore 19:30 DJ RICKY 8 presents DREAM FREQUENCY NCY a seguire la fantastica cucina del KIOSKO

Sabato 30 giugno 2018 in occasione della XXVII Rassegna d’Arte presso La Barbagianna – una Casa per l’Arte Contemporanea, Elisa Zadi presenterà la sua mostra personale dal titolo “Contingenze”. La mostra sarà composta in prevalenza da opere pittoriche e installazioni pittoriche che saranno allestite nei locali de La Barbagianna; le opere saranno inserite in un contesto particolare, abitativo e articolato per questo in più stanze che diventeranno sale monotematiche per le opere della giovane artista. L’evento curato da Alessandra Borsetti Venier sarà presentato dalla critica d’arte Laura Monaldi che scrive: “Il mondo pittorico di Elisa Zadi è inconfondibile e dettato da una particolare espressività capace di mettere in luce l’elemento emotivo al di là dell’immagine rappresentata; è un viaggio intimo nell’essenza del sé volto a cogliere le sfumature dei sensi e le manifestazioni dell’anima; è un’indagine che dalle realtà oggettive del mondo porta lo spettatore nella dimensione isolata e misteriosa dell’introspezione; è il tentativo di fare del gesto artistico un atto creativo che manipola l’immagine con espressionistici giochi di colore fino a cogliere quella spiritualità umana perduta nel tempo. Come in un gioco di specchi, l’artista racconta se stessa attraverso ciò che la tela e gli strumenti del mestiere gli permettono di comunicare, avvolta nella meditazione e nello slancio intuitivo della contemplazione. Nel suo percorso Elisa Zadi si è fatta pittrice e perfomer, unendo all’aulica tecnica pittorica il vitalismo scenografico ed eclettico della teatralità estetica, donando al mondo l’irripetibile possibilità di immergersi nei turbamenti umani, in una catarsi d’eccezione che da sguardo a sguardo purifica dal consueto modo di sentire e percepire l’esistenza circostante. Nelle sue performance il mondo naturale e umano entrano in una simbiosi mistica tale da suscitare nello spettatore un senso catartico unico e irripetibile. Variando di luogo in luogo le azioni performative di Elisa Zadi entrano in sintonia con l’ambiente circostante, facendo dello spazio e del tempo dell’azione un unicum travolgente e introspettivo. I gesti, le declamazioni, gli strumenti e gli oggetti di scena prendono parte a una sorta di atto teatrale, di cui l’artista si fa protagonista e portavoce di un messaggio da esprimere non solo con la pittura ma con tutto il proprio corpo. Il misticismo che pervade l’azione costringe a un dialogo diretto con l’Universo e i suoi segreti. L’artista diviene un vate e una sacerdotessa che ha l’arduo compito di condurre lo spettatore alla scoperta di ciò che gli occhi non possono cogliere, di ciò che esiste oltre le apparenze dell’esistenza e di ciò che si cela oltre la Vita. Intime e profonde le performance di Elisa Zadi indagano le aporie delle coscienze collettive, ristabilendo l’armonia naturale persa nella società contemporanea, riscoprendo miti e ideologie perse nel tempo ma che ancora vivono nell’anima sensibile di colei che ha ancora il coraggio di toccare la terra con le mani e sporcarsi con ciò che l’esistente ci dona attimo dopo attimo.”

Con il patrocinio di: Regione Toscana, Città Metropolitana Firenze, Comune di Firenze, Comune di Pontassieve

INGRESSO LIBERO – visita alle mostre su appuntamento 055 8398747 – 335 6676218

Con la collaborazione di: MultiMedia91, Archivio della Voce dei Poeti, Morgana Edizioni, Area N.O., Area di Broca, dell’Ophen Virtual Art Gallery di Salerno

maggiori info: http://zadielisa.blogspot.com/2018/06/contingenze.html

VI edizione della manifestazione Notti InColore 2018
Ambarabà, Ciccì e Coccò, a cura di Gloria Campriani. Dress code: avana, bianco e multicolori
Certaldo (FI): viale Giacomo Matteotti, piazza Giulio Masini, via II giugno, borgo Garibaldi, piazza Boccaccio e via IV novembre.
Martedì 12,19 e 26 giugno, ore 21.30

La scelta del titolo Ambarabà ciccì coccò, non si riferisce solo al suono, che lascia immaginare vari “colori”, ma ai tre artisti delle mostre personali a “cielo aperto” (uno a notte) e alle loro tre installazioni (tre per ogni sera accompagnate da tre azioni performative) con tre linguaggi diversi. Simbolo dell’unione perfetta, il numero tre, appare ripetutamente nello sviluppo del progetto e senza uno specifico significato, il primo verso della popolare filastrocca, Ambarabà ciccì coccò, come in alcuni casi accade con l’arte contemporanea, sono piacevoli “nonsense”. Le performance che avranno luogo sulle installazioni avranno lo scopo di suggerire vari messaggi interpretativi per una diverso approccio alla comprensione dell’opera d’arte. I tempi scanditi dai performer segneranno, così, il cammino da percorrere per la visita alle mostre personali a “cielo aperto”. Il progetto svilupperà una interessante qualità artistica anche nelle mostre personali allestite “in vetrina”, visitabili negli appuntamenti previsti dalla rassegna e durante tutto il periodo della manifestazione che va dal 12 al 26 giugno, orari negozi, tranne il lunedì. Chi volesse approfondire la conoscenza sugli artisti, i collezionisti, gli storici, i critici ecc. del festival, può consultare o acquistare presso i negozi i cataloghi, libri e volumi disponibili. La rassegna si contraddistingue per le mostre di arte a “cielo aperto” e in “vetrina” (dal 12 al 26 giugno) con, pittori, scultori, fotografi, video maker, performer, e collezionisti e si completa con conferenze e presentazioni di libri con scrittori, storici dell’arte, critici ed infine ospiti televisivi e influencer. A l’ora dell’aperitivo e dopo cena, nei bar, caffè, pub e bistrot, è possibile ascoltare musica live: sperimentale, jazz, blues, swing, pop, rock, disco e classica con vari strumenti musicali anche con il più inconsueto clavicembalo (consulta il programma allegato) degustando cocktail del colore della notte creati appositamente per la manifestazione Ambarabà ciccì coccò. Presso le gelaterie, le yogurterie, i fornai, le pizzerie e le pasticcerie è possibile assaggiare nuovi gusti che portano il nome di Ambarabà ciccì coccò.
Il progetto, volto alla valorizzazione e alla promozione dell’arte contemporanea e degli artisti, che è lo spirito in cui nasce la rassegna, si rivolgerà soprattutto ai visitatori più disinteressati, distratti o pigri, con il fine di stimolare il pensiero divergente, che guarda alle cose da “diversi” punti di vista per trovare sempre nuove soluzioni.
Il sovraccarico di foto, prive di significato, a cui tutti i giorni siamo sottoposti con gli strumenti tecnologici, ci impediscono di distinguere le buone immagini di cui abbiamo bisogno per la nostra salute mentale, mettendo tutto sullo steso piano. L’arte contemporanea uscirà, così, dagli spazi convenzionali per entrare nei luoghi che frequentiamo abitualmente. Scenderà in piazza, nelle vie del centro e nei negozi con qualità e attenzione agli allestimenti, per incontrare e dialogare all’esterno, senza voler deludere gli appassionati, abituati a vedere le opere degli artisti proposti dal progetto nei musei, nelle gallerie o presso collezionisti.
Ambarabà ciccì coccò, VI edizione della manifestazione artistica Notti InColore 2018, a cura di Gloria Campriani, è stata realizzata grazie al contributo del Comune di Certaldo, Centro commerciale naturale ConCertaldo, Confesercenti Empolese Valdelsa e in collaborazione con MultiMedia91 e Narrazioni Urbane.

Ingresso libero
Le mostre in “vetrina” sono visitabili negli appuntamenti previsti dalla rassegna e durante tutto il periodo della manifestazione che va dal 12 al 26 giugno, tranne il lunedì, orari dei negozi.
Info e Ufficio stampa:
Sistema Museale di Certaldo 0571 661265 – musei@comune.certaldo.fi.it – www.comune.certaldo.fi.it
Associazione MultiMedia91, info@morganaedizioni.it, tel. 055 8398747

Con il Patrocinio del Comune di Pistoia e del Comitato Promotore per il Club per l’Unesco di Pistoia sabato 9 giugno 2018 alle ore 16 Studio 38 Contemporary Art Gallery presenta Palazzi d’Arte, che in questa edizione 2018 si intitola “Liquida”.

Un percorso d’arte contemporanea che partendo dall’atrio del Palazzo del Comune di Pistoia giunge al Museo Marino Marini, attraverso androni e cortili di cinque palazzi storici privati pistoiesi: Palazzo del Balì, Corte Tricomi, Palazzo Rossi Cassigoli, Palazzo Billi, Palazzo di via del Canbianco 28. A cura della storica dell’arte Ilaria Magni.

Gli artisti protagonisti di Palazzi d’Arte 2018 sono Myriam Cappelletti, Fiorenza de Angelis, Dynat, Laura Vdb Facchini, Ryan Fisher, Federica Gonnelli, Raffaello Gori, Lucia Pinzauti, Elisa Zadi.

“Sulle ceneri dell’epoca postmoderna che ha traghettato il passato dalla modernità a un presente ancora senza nome – scrive Ilaria Magni nel testo guida – si innesta una crisi di valori e di punti di riferimento, come sintetizzata dal sociologo Zygmunt Bauman nella celebre definizione di Società Liquida, concetto già formulato peraltro dal filosofo Karl Popper negli anni ’30. Questa espressione racchiude in sé la deriva dei tempi, dove in un contesto impoverito da un soggettivismo sfrenato le relazioni sembrano dissolversi in una sorta di liquidità avvolgente. In questo mare d’incertezza emergono il valore dell’apparenza, della superficialità e della velocità della fruizione, a detrimento della lentezza, della concentrazione e della capacità di apprezzare ciò che ci circonda. Prendendo le mosse da ciò l’iter di Palazzi d’Arte 2018 è intitolato “Liquida”: un percorso d’arte contemporanea tra pittura, scultura, installazione, performance, fotografia e video. C’è un modo per sopravvivere alla liquidità? Gli artisti si uniscono e si confrontano non tanto per fornire ricette o soluzioni “miracolose” alla crisi di identità e di valori, quanto per porsi domande alla ricerca di idee propositive creando connessioni, affrontando il tema ciascuno con la propria rispondenza emotiva e razionale.”

L’ingresso è libero.
Preview Stampa venerdì 8 giugno 2018 ore 17
Inaugurazione sabato 9 giugno ore 16 presso l’atrio del Comune in piazza Duomo
Verrà consegnata al pubblico una mappa del percorso e partirà una visita guidata dal Palazzo del Comune fino all’atrio del Museo Marino Marini in corso Silvano Fedi 30, tappa d’arrivo di Palazzi d’Arte.
Per recuperare la mappa fare riferimento alla galleria STUDIO 38 Contemporary Art Gallery, Corso G. Amendola 38E – Pistoia (PT)
info@studio38gallery.it
Gli androni e i cortili dei palazzi coinvolti nel progetto espositivo saranno aperti al pubblico sabato 9 e domenica 10 giugno 2018 dalle ore 16 alle ore 19.30.
Press Art Connections
E – mail redazione@artconnections.tv
Phone +39 348 4013707

VENTIQUATTRORE

performance comportamentale collettiva ideata da Alessandra Borsetti Venier ed Elisa Zadi

con la partecipazione di Nicola Bertoglio, Murat Onol, Lorena Peris, Simoncini.Tangi,

Niousha Rezaeinia, Elisa Zadi

 

VENTIQUATTRORE è la performance che i sette artisti performer invitati realizzeranno in occasione del Festival RESET e che inizierà alle ore 18 di venerdì 18 maggio e si concluderà alle 18 del sabato 19.

 

Per tutto il tempo, i performer abiteranno insieme negli stessi luoghi, partendo dall’organizzazione di base della loro convivenza. Alloggeranno in un luogo inconsueto e spartano de La Barbagianna, il piano terreno, ex-stalla con il giardino adiacente. Le abitudini di ciascuno saranno modificate e condizionate nel comportamento quotidiano in maniera inevitabile. Avranno a disposizione una serie di cose, oggetti, strumenti, arredi – pochi e prescelti – in parte messi a disposizione dalla casa, e in parte portati da loro stessi. Si prospetta un’esperienza che ponga i protagonisti a manifestarsi sulla propria presenza, sul proprio esserci; un ascolto reciproco con le incognite della valenza maieutica dello stare insieme, vivere insieme, progettare, creare ed esporre insieme. Potrà nascere l’idea di svolgere un progetto artistico personale, parallelo a quello degli altri; oppure di incrociarlo e svilupparlo nell’intento di costruire, punto dopo punto, un’opera comune, facendo confluire i singoli progetti in un tutt’uno,un momento dopo l’altro, un passo dopo l’altro come in un viaggio. In questo modo saranno loro stessi autori e spettatori di quello che si genererà e manifesterà, traducendolo in parole, oggetti, opere individuali o interattive.

Il pubblico potrà assistere liberamente durante gli orari del Festival RESET.

La performance VENTIQUATTRORE verrà ripresa in diretta streaming e documentata attraverso telecamere poste nei luoghi prestabiliti e condivisi dai performer.

Maggiori informazioni:

http://zadielisa.blogspot.it/2018/05/ventiquattrore.html

 

 

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