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Published by Elisa Zadi at 10 Febbraio 2026
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Crepuscolaria


 

CREPUSCOLARIA
mostra personale di Elisa Zadi
a cura di Sandro Malossini

presso lo spazio Associazione Arcipelago sede Alma Studios, via del Carrozzaio 15, Bologna

06 – 27 Febbraio 2026

In occasione di Art City e Art City Night, sotto la direzione di Lorenzo Balbi, in concomitanza con Arte Fiera e in collaborazione con la Fondazione Rocca dei Bentivoglio, l'Associazione Arcipelago inaugurerà i nuovi spazi dedicati alla Collezione Arcipelago e alle mostre temporanee, presso Alma Studios, con la mostra personale di Elisa Zadi, vincitrice del Contest Arcipelago 2024, dal titolo Crepuscolaria.

 

 

 



Scrive Sandro Malossini in un estratto pubblicato in catalogo. “Nel lavoro di Elisa Zadi, fortunatamente, i titoli non suggeriscono più di tanto. Non orientano in modo rigido la lettura, non chiudono il senso. Indicano alcuni elementi presenti nel quadro, ma non intervengono sulla struttura emotiva e psicologica che accompagna e determina l’opera. Restano aperture, non istruzioni. Prosegue Elisa dicendo: Il mio lavoro esplora le questioni della femminilità, dell’identità e dell’appartenenza attraverso il ritratto e l’autoritratto. Il mio percorso si sviluppa indagando la connessione fra uomo e natura sia in senso introspettivo che antropologico e simbolico.

È in questa direzione che si colloca l’autorappresentazione velata, celata da una natura che appartiene al tempo e alla memoria. L’autoritratto e la vegetazione si intrecciano, lasciando che la natura umana conviva con la terra e con i suoi frutti. La figura non si impone: affiora, si mimetizza, si lascia attraversare.

La tavolozza, dalle tonalità leggermente abbassate, sembra avvicinarsi a un’idea primigenia di rinascita e di rinnovamento identitario, che l’atto creativo rende ogni volta nuovo, come un’epifania.

È una pittura che parla sottovoce, che richiede attenzione per essere ascoltata. Un momento di nascita o rinascita che non vuole gridare, ma restare nella memoria come una festa silenziosa, capace di rinnovarsi in ogni opera.

La natura è per me una sorta di specchio, uno stargate posto fra la mia interiorità e l’esteriorità. La natura accompagna il mio lavoro, ha il potere di riconnettermi al senso profondo dell’esistenza e dell’appartenenza ad essa.

Le parole di Elisa Zadi aprono una soglia decisiva del suo lavoro: la natura non come soggetto, ma come dispositivo di attraversamento, come spazio di rispecchiamento e di passaggio. In questo senso, tornano alla mente alcune pagine di Giù in fondo di Leonora Carrington che, pur immerse in visioni perturbate e surrealiste, contengono una lucidissima percezione della necessità di appartenenza alla realtà.

…Capivo ogni linguaggio nella sua sfera particolare: rumori, sensazioni, colori, forme, eccetera; ciascuno trovava una corrispondenza gemella in me, mi dava una risposta perfetta, scrive Carrington. Una dichiarazione che sembra accompagnare sotterraneamente la pittura di Elisa Zadi, dove natura e interiorità si rispondono, si traducono l’una nell’altra, fino a rendere l’immagine un luogo di risonanza più che di rappresentazione.”



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