PENSIERO – AZIONE – DESTINO

 

La performance è pensata come un rituale iniziatico-purificatore che metterà in relazione un elemento naturale, un albero di olivo, con il corpo dell’artista. Colori, forme e azioni si susseguiranno in una mutevolezza di accadimenti simbolici e simbiotici fra la donna e l’albero, a cui il pubblico sarà invitato a partecipale dispiegando dei cartigli-xilografie contenenti messaggi che assumeranno la ritualità del dono intesa come gesto d’offerta.

“Pensiero-Azione-Destino” trae ispirazione dall’omonimo testo di Marco Ferrini, filosofo e direttore del Centro Studi Bhaktivedanta di Pisa. In questo saggio viene rivendicato  l’importanza e la potenza del pensiero come azione primaria del nostro essere e della nostra volontà sul realizzarsi del destino.

La performance è vissuta come un momento determinante e catartico della volontà spirituale ed artistica di Elisa Zadi. L’artista mette in discussione sé stessa in un’opera dove arte e vita si fondono e in cui le azioni dell’una determinano e stabiliscono l’esistenza dell’altra. Nel presente in cui si realizza la performance si stabiliscono i principi del proprio futuro. Le azioni performative determinano le scelte prese dalla Zadi che si manifestano attraverso atti compiuti in un preciso momento, hic et nunc, e che generano azioni-rituali che andranno a stabilire il principio del proprio essere e l’avverarsi del proprio destino.

La scena si apre intorno a un albero di olivo. Gli elementi coinvolti trasmettono una sensazione misurata e simmetrica, armonizzata nell’ambiente per colori e posizioni che conferiscono una struttura determinante ed essenziale. L’albero, l’acqua, la terra, il vento, il canto sono elementi che partecipano attivamente alle azioni, creando suggestioni dal riverbero arcaico che riconducono alla forza di un legame fra l’uomo e la natura, in cui la compartecipazione si fa profonda e iniziatica.

La forte motivazione ideologica che spinge Elisa Zadi a confrontarsi e mettersi in discussione in una poliedricità di linguaggi espressivi, dalla pittura, all’installazione, alla performance, non esclude mai l’importanza che l’operare pratico e la resa estetica rivestono nel suo modus operandi. L’artista ha realizzato personalmente gli abiti indossati durante la performance, sia nella modellistica che nella tintura dei tessuti, in modo da “innestare” nell’opera fin dalla sua genesi le modalità del rituale, in cui ogni gesto ha una valenza simbolica. I pigmenti, normalmente usati nei colori con cui la Zadi dipinge, diventano qui il principio colorante dei tessuti e la chiave catartica di svolta tra il sangue e il dolore, rappresentati dal rosso, e la nuova vita, rappresentata dal bianco e dalla trasparenza dell’acqua limpida.

Come molte delle opere performative della Zadi, anche “Pensiero-Azione-Destino” si avvale della partecipazione del pubblico. Spiega Elisa Zadi: “Ho iniziato a desiderare fortemente che il pubblico diventasse parte attiva delle mie opere, non volevo più che fosse solo spettatore. Ho voluto coinvolgerlo in modo che divenisse parte viva e completasse il senso del mio operare in una comunione che ha il potere della condivisione e della con-passione”. “Queste opere”, prosegue, “si compiono soltanto con la partecipazione del pubblico: solo così sento che l’opera può concludersi veramente”.

 
 
 
Elisa Zadi: l’unione del frammento
Testo critico di Erika Lacava

 

La performance “Pensiero-Azione-Destino” di Elisa Zadi rivela la sacralità e la ritualità insite nel quotidiano attraverso la valenza simbolica altissima e la ieraticità che caratterizza tutta la sua opera, dai ritratti dai volti severi e alteri, alle movenze lente e riflessive delle sue azioni performative.

Le figure e i gesti si fanno essenziali, i corpi e gli oggetti coinvolti diventano essenze, simboli per figurare entità assolute.

Elisa Zadi attinge a piene mani dalla tradizione antica e popolare da una parte e dall’eredità della figurazione pittorica del passato dall’altra. Ritroviamo Velasquez, a cui dedica, per il Museo Pecci di Prato, una riattualizzazione de “Las Meninas”, e Piero della Francesca, i cui affreschi delle “Storie della Vera Croce” ad Arezzo sembrano aver lasciato traccia nelle opere dell’artista, che nella città toscana ha studiato Moda e Costume Teatrale prima di specializzarsi in Arte Sacra all’Università Europea di Roma: due discipline di cui fa tesoro nella sua arte.

Le influenze pierfrancescane sono evidenti nell’opera della Zadi non solo nella personalizzazione e riattualizzazione delle opere del Maestro, come per l’opera installativo-performativa “Blu Guado” ispirata alla Madonna del Parto conservata a Monterchi, ma anche e soprattutto nella visione frammentata e poi ricomposta tipica dei suoi lavori. Se in Piero della Francesca questa visione era riservata ai paesaggi retrostanti le rappresentazioni principali, nella Zadi la visione porzionata è cifra stilistica costante di tutto il lavoro, dagli autoritratti parziali, in cui l’artista accetta di mettersi a nudo con l’onestà di un’anima alla ricerca di sé stessa, mostrando una verità che si rivela solo a tratti, ai polittici costituiti da frammenti di materiali differenti, unificati a posteriori dallo sguardo dello spettatore. Ed è grazie allo spettatore, in un meccanismo simile a quello della psicologia della Gestalt, che la frammentarietà si risolve in un’unità concettuale e metaforica.

Il fruitore nella performance riveste ancora maggiormente il ruolo di principio unificatore: tra diverse azioni, gesti e oggetti egli ritrova lentamente quel significato che a mano a mano gli si fa manifesto. E non a caso allo spettatore di “Pensiero-Azione-Destino” viene lasciato un cartiglio con un messaggio simbolico da decifrare, che lo accompagnerà nel suo percorso futuro come un auspicio.

Le performance della Zadi sono costituire da gesti semplici e fortemente simbolici. Riscopriamo in “Pensiero-Azione-Destino” il legame fondamentale tra uomo e natura, e quello più specifico tra arte e vita. Ogni azione pensata e poi realizzata si risolve nel destino che in quell’azione era già presente in nuce. Un’azione rigenerativa agricola come il taglio del ramo di un albero viene qui riproposta in arte e personificata dal taglio di una ciocca di capelli dell’artista. La donna si fa albero e nuovo inizio in quella parte di sé che muore per dar origine a nuova vita, in un percorso in cui, per arrivare alla gioia, si passa necessariamente dal dolore. E il pubblico viene teatralmente, ritualmente e catarticamente reso partecipe del processo. 

Non a caso i colori usati negli abiti della Zadi sono i fondamentali in ogni fase generativa: il verde vegetale, da cui la performance ha inizio, il bianco, il rosso e il nero. Il taglio è simboleggiato dal rosso del sangue, la nuova vita dal chiaro dell’acqua che purifica e rigenera. La nera terra che accoglie sia il ramo sia la ciocca di capelli sepolti si fa tomba e terreno di semina insieme, siglando un patto tra la fine e l’inizio, la morte e la vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Barbagianna, 09 settembre 20171, Pontassieve (FI)

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 Mail-art Happening
eSSeRCi SeNZa eSSeRCi 2017

Mostra di Arte Postale Esserci Senza Esserci (10^ edizione)
Mostra opere del contenitore Storico IAC Pontedera
Performance – Musica – Danza

A cura di _guroga & Enzo Correnti

Con la collaborazione dell’ Officina di arte fotografica e contemporanea Dada Boom Viareggio (Lucca) Italia

 

L’opera Touch my Soul vuole coinvolgere lo spettatore in un percorso tattile oltre che estetico. Il toccare diventa un esperienza conoscitiva, si tocca per sentire, capire, si tocca per conoscere l’oggetto, per andare oltre la sua superficie ed alzare il velo dell’apparenza. Toccare diventa un modo per tentare di afferrare l’essenza dell’oggetto e conoscere la sua segreta verità. Attraverso questi tre processi vedere, guardare e  toccare io verifico un’attività conoscitiva tangibile, legata all’instintualità umana del conoscere.

maggiori info:

http://www.zadielisa.it/category/touch-my-soul/

http://zadielisa.blogspot.it/2017/09/esserci-senza-esserci.html

 

 

 

 

 

 

Sabato 9 settembre 2017 dalle ore 17:00 Elisa Zadi presenterà al pubblico per la prima volta la performance “Pensiero-Azione-Destino”, in occasione della XXVI Rassegna internazionale “Incontri d’Arte” curata da Alessandra Borsetti Venier presso “La Barbagianna – una casa per l’arte contemporanea” di Pontassieve, Firenze.

La performance è pensata come un rituale iniziatico-purificatore che metterà in relazione un elemento naturale, un albero di olivo, con il corpo dell’artista. Colori, forme e azioni si susseguiranno in una mutevolezza di accadimenti simbolici e simbiotici fra la donna e l’albero, a cui il pubblico sarà invitato a partecipale dispiegando dei cartigli-xilografie contenenti messaggi che assumeranno la ritualità del dono intesa come gesto d’offerta.

“Pensiero-Azione-Destino” trae ispirazione dall’omonimo testo di Marco Ferrini, filosofo e direttore del Centro Studi Bhaktivedanta di Pisa. In questo saggio viene rivendicato Partendo da questo, l’artista vuole  l’importanza e la potenza del pensiero come azione primaria del nostro essere e della nostra volontà sul realizzarsi del destino.

La performance è vissuta come un momento determinante e catartico della volontà spirituale ed artistica di Elisa Zadi. L’artista mette in discussione sé stessa in un’opera dove arte e vita si fondono e in cui le azioni dell’una determinano e stabiliscono l’esistenza dell’altra. Nel presente in cui si realizza la performance si stabiliscono i principi del proprio futuro. Le azioni performative determinano le scelte prese dalla Zadi che si manifestano attraverso atti compiuti in un preciso momento, hic et nunc, e che generano azioni-rituali che andranno a stabilire il principio del proprio essere e l’avverarsi del proprio destino.

La scena si apre intorno a un albero di olivo. Gli elementi coinvolti trasmettono una sensazione misurata e simmetrica, armonizzata nell’ambiente per colori e posizioni che conferiscono una struttura determinante ed essenziale. L’albero, l’acqua, la terra, il vento, il canto sono elementi che partecipano attivamente alle azioni, creando suggestioni dal riverbero arcaico che riconducono alla forza di un legame fra l’uomo e la natura, in cui la compartecipazione si fa profonda e iniziatica.

La forte motivazione ideologica che spinge Elisa Zadi a confrontarsi e mettersi in discussione in una poliedricità di linguaggi espressivi, dalla pittura, all’installazione, alla performance, non esclude mai l’importanza che l’operare pratico e la resa estetica rivestono nel suo modus operandi. L’artista ha realizzato personalmente gli abiti indossati durante la performance, sia nella modellistica che nella tintura dei tessuti, in modo da “innestare” nell’opera fin dalla sua genesi le modalità del rituale, in cui ogni gesto ha una valenza simbolica. I pigmenti, normalmente usati nei colori con cui la Zadi dipinge, diventano qui il principio colorante dei tessuti e la chiave catartica di svolta tra il sangue e il dolore, rappresentati dal rosso, e la nuova vita, rappresentata dal bianco e dalla trasparenza dell’acqua limpida.

Come molte delle opere performative della Zadi, anche “Pensiero-Azione-Destino” si avvale della partecipazione del pubblico. Spiega Elisa Zadi: “Ho iniziato a desiderare fortemente che il pubblico diventasse parte attiva delle mie opere, non volevo più che fosse solo spettatore. Ho voluto coinvolgerlo in modo che divenisse parte viva e completasse il senso del mio operare in una comunione che ha il potere della condivisione e della con-passione”. “Queste opere”, prosegue, “si compiono soltanto con la partecipazione del pubblico: solo così sento che l’opera può concludersi veramente”.

maggiori info: http://zadielisa.blogspot.it/2017/08/pensiero-azione-destino.html

Col/Azione sull’erba

Le performance rientrano, come nella tradizione popolare, in un evento che venga interpretato come omaggio alla primavera, momento di cambiamento e rinascita e libertà della natura. Un percorso di crescita che parte dalla installazione della scultura di Ubaldo Molesti per arrivare nel prato vicino all’abitazione, con cinque stazioni/performance.Quattro performance individuali di quattro artisti e la quinta un’azione collettiva accompagnata da un duetto di archi. Il numero cinque è (cinque tappe) un aspetto simbolico dl percorso di crescita e evoluzione. Cinque sensi che ci danno l’opportunità di vivere la vita. Legno, fuoco, terra, metallo, acqua. Il numero Cinque rappresenta la molteplicità, il cambiamento, la mutevolezza e l’esplorazione sia a livello fisico che mentale. Cinque sono le dita di una mano umana che attraverso la manipolazione trasforma la materia.

Luca De Silva – Legno e foglie
Murat Onol – Scrivere sull’acqua
Ina Ripari – Fuoco
Elisa Zadi – Prima Viola

maggiori informazioni su http://zadielisa.blogspot.it/2017/04/colazione-sullerba.html

 

 

 

Elisa Zadi, Ex-Voto 3, 2016, bassorilievo tecnica mista e paraffina su legno, cm 11x10x2 variabile. Collezione Carlo Palli, Prato.

Elisa Zadi, Ex-Voto Ad Memoriam, 2016, bassorilievo tecnica mista e paraffina su legno, cm 11x10x2 variabile

Il piccolo formato delle opere “Ex-Voto” vuole suscitare un intimo dialogo con lo spettatore, ricordando una sorta di diario, un libro oggetto che prende forma da tavolette di legno istoriate e protette da una pellicola di paraffina. Ogni “libro” racconta un’esperienza specifica, in cui parole e immagini si alternano nelle facciate delle tavolette in modo da comporre una storia, un dialogo muto con chi osserva; le tavolette sono una specie di scrigno che aspetta di essere aperto e contemplato. La dimensione minuta e la tecnica raffinata  altro non vogliono che mantenere e trasmettere un senso di preziosità, che come una reliquia o un ornamento sacro si impongono all’attenzione dello spettatore con un monito:  “non dimenticare”.

Elisa Zadi, Ex-Voto 1, 2016, bassorilievo tecnica mista e paraffina su legno, cm 11x10x2 variabile

                                                     ELISA ZADI
                    “Loro, L’Io, Gli Altri – situazioni e cose sospese”
Venerdì 21 ottobre alle ore 17, nel Salone degli Dei di Palazzo Franchetti a Pisa, avrà luogo l’inaugurazione della personale di Elisa Zadi dal titolo “Loro, l’Io, gli Altri – situazioni e cose sospese” a cura di Marco Palamidessi. La mostra si pregia della partecipazione del Consorzio di Bonifica Basso Valdarno, promotore dell’evento, del patrocinio del Comune di Pisa e di quello del Centro Raccolta Arte di San Miniato. La mostra intende indagare, attraverso un’attenta e mirata selezione di dipinti, il rapporto fra l’Io e la figura dell’artista e tutto ciò che li circonda, alla volta dell’emersione di emozioni e sentimenti inattesi, scaturiti dalle umane dinamiche eppure così raramente sondati o conosciuti. Chiamato ad avvicinarsi, l’osservatore entrerà in contatto con gli autoritratti, frutti figurativi derivanti dall’indagine pittorico-introspettiva che molto ha contribuito a definire la personalità di Elisa Zadi nel panorama artistico attuale, con gli oggetti e le cose del quotidiano, stabilendo con essi, se vorrà, una fondamentale relazione conoscitiva, avendo infine una preziosa occasione di confrontarsi con se stesso. Le figure, così come gli oggetti, sono gli assoluti protagonisti delle tele, pressochè prive di spazialità, che scaturiscono da una sospensione metafisica come da una sorta di rivalsa del soggetto sul contesto, creando un’atmosfera assoluta e sospesa. Le opere di grande formato si articolano in dittici e trittici, ritmando lo spazio e alternandosi con lavori più piccoli, che vanno a creare un silenzioso racconto dell’esistenza. In alcune tele come “Contaminazioni” possiamo percepire l’alienazione dell’individuo, divisa fra il quotidiano, la tecnologia e l’inquinamento urbano; incastonata fra questi elementi, la figura umana si trova presente eppur distante da ogni cosa: una sorta di riflessione illuminata e illuminante sulla situazione esistenziale contemporanea. L’esposizione è ideata appositamente per Palazzo Franchetti: sede del Consorzio 4 Basso Valdarno, giunge a noi dopo una lunga storia che ha attraversato le fasi medievale e tardo rinascimentale con numerose successioni, mutamenti di tipologia costruttiva e accorpamenti di case contigue, fino all’unificazione finale ad opera dei fratelli Franchetti, che ha restituito e donato alla città di Pisa la facciata ottocentesca che vediamo oggi. Gli splendidi affreschi cinquecenteschi che arricchiscono la Sala delle Ninfe al piano terra e il Salone degli Dei al piano nobile sono opera di Agostino Ghirlanda, mentre sulla volta della scalinata di accesso al primo piano è possibile ammirare le decorazioni “a grottesche”. Nell’ampio giardino, l’unico che si affaccia sul Lungarno, una recente campagna di scavi ha portato alla luce il pavimento di quella che dovrebbe essere stata la casa del Conte Ugolino della Gherardesca di dantesca memoria (atti notarili testimoniano che, secondo la leggenda, quell’edificio sarebbe stato demolito con “l’applicazione solita del sale”), silos per la conservazione del grano, alcune ghiacciaie che testimoniano un fiorente commercio in città e numerosi interessanti reperti. “Loro, l’Io, gli Altri – situazioni e cose sospese” sarà visitabile, a ingresso libero, fino al 28 ottobre, rispettando i seguenti orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, martedì e giovedì dalle 15 alle 17. Per informazioni rivolgersi al 3470680242 o al 348-0932563.

La mostra è stata prorogata fino al 25 novembre 2016

http://zadielisa.blogspot.it/2016/10/elisa-zadi-loro-lio-gli-altri.html

 

TOUCH MY SOUL

 

L’opera “Touch my Soul “ vuole coinvolgere lo spettatore in un percorso tattile oltre che estetico. Il toccare diventa un esperienza conoscitiva, si tocca per sentire, capire, si tocca per conoscere l’oggetto, per andare oltre la sua superficie ed alzare il velo dell’apparenza. Toccare diventa un modo per tentare di afferrare l’essenza dell’oggetto e  conoscere la sua segreta verità. Attraverso questi tre processi vedere,  guardare e  toccare io verifico un’attività conoscitiva tangibile, legata all’instintualità umana del conoscere. Se per Hildebrand l’artista “tocca con gli occhi” le superfici che osserva, in questa opera la Zadi ci pone di fronte ad un’ulteriore verifica alla quale non ci si può sottrarre: toccare per capire quello che vedo, quindi toccare per vedere più a fondo. Concettualmente si vuole riflettere sulla differenza che c’è fra vedere e conoscere; la prima ci dà una considerazione superficiale e immediata, la seconda ha bisogno della nostra attenzione per essere rivelata e in questo caso di essere toccata. Se non abbiamo la volontà di conoscere meglio una cosa questa rimane priva di interesse per noi; possiamo capirla, conoscerla,  solo se vogliamo entrare in relazione , in una sorta di comunione con essa;  in questo caso abbandonandosi alla scoperta tattile e affidandosi all’artista che diventa la guida esperienziale. Il toccare è diventato sempre di più un fattore legato alla pragmaticità delle cose, distanziandosi dalla ricchezza della sensorialità di per sé; Elisa Zadi con questa opera vuole porre l’attenzione ad una riscoperta del tatto legato alla sensibilità di varie texture che ricalcano materie diverse e che lo spettatore bendato sarà guidato a sentire. Cosa/Come sento senza vedere?

L’opera si presenta celata da un tessuto di broccato nero; attraverso tre fessure lo spettatore privato della vista e guidato dall’artista  potrà inserire le mani e sentire le varie superfici; solo dopo questa esperienza tattile il partecipante viene invitato alla scrittura di una o più sensazioni, sempre non vedendo.  Come scrivo senza vedere? Ogni frase scritta dal partecipante è  subito recitata e attaccate dietro la scena. Solo alla fine dei partecipanti alla performance verranno svelate le formelle-texture celate, ricoperte di foglia d’oro e verrà recitato l’epilogo della performance:

“Guardare è Toccare con gli Occhi,

Toccare è Vedere con le Mani.

Perchè il Visibile e il tangibile

altro non sono

che specchio dell’Invisibile.

Touch my soul.”

 

The opera “touch my soul” wants to involve the spectator in a tactile path beyond that aesthetic. The tap becomes a cognitive experience, touching to hear, understand, you touch to know the object, to go beyond the surface and lift the veil of appearances. Touch becomes a way to attempt to grasp the essence of the object and know its secret truth. through these three processes see, look and touch, I’m checking out a task tangible human instintualità linked cognitive know. Whether Hildebrand the artist “tap with eyes” surfaces looking in this opera Elisa Zaldi  presents us with a further check which you can’t subtract: touch to understand what I see, then tap to see deeper .Conceptually we want to reflect on the difference between seeing and knowing; the first gives us a superficial and immediate consideration, the second needs our attention to be revealed and, in this case, to be touched. If we don’t have the will to learn about something, it remains devoid of interest to us; We can understand you, meet you, only if we want to enter into a relationship, in a sort of communion with it; in this case, abandoning himself to explore touch and relying on the artist who becomes the experiential guide. Touching has become increasingly a factor related to the pragmatism of things, distancing himself from the wealth of sensoriality by itself; Elisa Zadi, with this work wants to focus attention to a rediscovery of touch related to the sensitivity of various textures that mimic barks of trees and that the viewer will be led blindfolded to me. What/How I feel without seeing?

The work is presented concealed by a black brocade fabric; through three slots in the spectator, deprived of sight and driven artist, you’ll put your hand and feel the various surfaces; only after this tactile experience the participant is asked to write one or more sensations, always seeing no. As I write this without seeing it? Each phrase, written by the participant is immediately recited and attacked behind the scene. Only at the end of the performance, participants will be revealed the briquettes texturate, covered with gold leaf and resonates the epilogue of the performance.

“Watching you Touch your eyes,

Touch you See with your hands.

Because the visible and Tangible are nothing

that mirror of the invisible.

“Touch my soul”

 

 Pinus Nigra

Fondazione Moretti – Schema Polis, 26 giugno 2016, Prato

ph Marco Palamidessi

SAMSUNG CAMERA PICTURES
SAMSUNG CAMERA PICTURES
SAMSUNG CAMERA PICTURES
 
 
 
 
 
 
 
 
Officina d’Arte Fotografica e Contemporanea Dada Boom- 01 Ottobre 2017, Viareggio (LU)

        

MenCity1-webpMEN IN THE CITY: UNA RASSEGNA DI ARTISTI
CONTEMPORANEI A CONFRONTO SULLO STUDIO
DEL RAPPORTO TRA UOMO E AMBIENTE URBANO

Dal 21 Novembre al 20 Dicembre 2015

GALLERIA INDEPENDENT ARTISTS
VIA ABBAZIA, 31
BUSTO GAROLFO – MILANO

Prosegue con un piano completamente rinnovato la ricerca di Independent Artists. Quarantanove gli artisti selezionati dal comitato di galleria guidato da Manuel Zoia, Nicoletta Saveri, coadiuvati da Gino Fienga e coordinati da Valerio Villoresi.

Qui gli artisti esposti in mostra: Fabio Adani, Isabella Angelantoni, Gian Pietro Arzuffi, Eugenio Azzola, Luisa Bergamini, Stefania Berta, Flavio Biagi, Daniele Bianco, Stefano Bonazzi, Daniela Borla, Silvio Brancaleon, Cinzia Busto, Gennaro Cicalese, Andrea Ciresola, Matteo Costanzo, Marco Dalbosco, Pietro Dente, Thomas Dowdeswell, Carola Ducoli, Marina Falco, Arianna Favaro, Francesco Fillini, Laura Gaddi, Davide Genna, Alessandro Giannandrea, Luigi Guarino, Pierpaolo Mancinelli, Gian Luigi Martelli, Franco Meloni, Riccardo Muroni, Ada Nori, Malika Novi, Carlo Olper, Oroccoccoro, Emilio Patalocchi, Rudy Piccinni, Corrado Pizzi, Rosa Maria Rinaldi, Thomas Scalco, Fabio Sironi, Matteo Suffritti, Mario Sughi, Antonio Taschini, Urban Solid, Sonia Vaccari, Constanza Villareal, Angela Vinci, Elisa Zadi, Laura Zarrelli.

Ogni artista osserva dal suo punto di vista e rielabora l’arcipelago di fenomeni che anima il
multiforme teatro urbano: vita quotidiana, rapporti umani, architettura e natura.. il complesso tessuto sociale che fa delle metropoli un oggetto magmatico e affascinante.
Da questa osservazione scaturisce l’Opera, generata nei più vari mezzi espressivi che l’arte oggi mette a disposizione. Per l’antropologo Claude Lévi-Strauss la città è “la cosa umana per eccellenza”. Ma la città con il tempo può perdere la sua anima, pur mantenendo la sua funzione esteriore residenziale e burocratica. Il Compito dell’artista dunque è di risvegliare lo spirito autentico che la guida e che muove i suoi abitanti, mettere in evidenza, denunciare abusi, proporre e costruire idee. D’altro canto è possibile che quello che oggi chiamiamo Città in futuro sarà guardato semplicemente come una fase tra la tribù e la tecnopoli, tra l’uomo delle caverne e quello dell’elettronica (Harvey Cox, 1965 The Secular City). Qual’è allora oggi il significato della città e cosa sta per diventare in un futuro ormai prossimo? Il poeta greco Alceo vissuto nel VI secolo a.C. così cantava il suo valore: “Non le case dai bei tetti, né le pietre ben levigate, non i canali né le banchine fanno le città, ma gli uomini capaci di afferrare l’occasione”.

L’esposizione apre al pubblico Sabato 21 Novembre con inaugurazione dalle ore 18:00 e
sarà visitabile fino al prossimo 20 Dicembre con i seguenti orari: Sabato e Domenica
16:00-19:00 Feriali su appuntamento 10:00 – 19:00 con preavviso Cell: 338 444 9794

http://zadielisa.blogspot.it/2015/11/indipendent-artists.html

Layout 1Sabato 13 Giugno 2015 ore 18:00 in Piazza San Marco a Firenze si inaugura la mostra “Don Milani il mio Maestro”.

Giulio Bonatti, Stefano Cesarato, Luca Corti, Stefano Galli, Andrea Mancini, Debora Piccinini, Giuseppe Sciortino ed Elisa Zadi hanno interpretato con slancio appassionato, attraverso le loro opere, il pensiero di Don Lorenzo, restituendoci uno spaccato di realtà che si riflette sull’attuale condizione sociale ed esistenziale. La mostra, voluta dal Centro di Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani & Scuola di Barbiana e curata da Adriano Bimbi e Mauro Pratesi, vuole ripensare ed omaggiare Don Milani nel 50° anniversario della fondazione della Scuola di Barbiana.
L’evento gode del patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Firenze, dell’Arcidiocesi di Firenze, del Centro di Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani & Scuola di Barbiana, dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, della Confindustria di Firenze e di sponsor come il Museo Stibbert e Unicoop Firenze.
Il catalogo della mostra “Don Milani il mio Maestro” edito da Polistampa sarà disponibile in galleria.
La mostra rimarrà aperta dal 13 al 27 Giugno 2015 con i seguenti orari: 10:00-13:00, 16:00-19:00. Chiusura settimanale martedì e giovedì. Ingresso libero.

L’artista Elisa Zadi presenterà, sabato 25 Ottobre ore 12:00, l’opera Frammenti Aurei presso la Galleria Quadro 0,96 di Fiesole. INVITOframmenti aurei-fronteLa mostra sarà visitabile fino al 24 Novembre 2014. La curatrice Laura Monaldi scrive: “Frammenti Aurei è un assemblaggio di quattro tele dipinte a olio, legate le une alle altre attraverso le proporzioni della sezione aurea, disposte lungo un perno in modo da creare una spirale dinamica ed evolutiva, tesa verso un’alterità irraggiungibile. In un climax ascendente, le tele si combinano e si sovrappongono, mostrando un’esile figura femminile, volta a osservare il fruitore con una staticità contemplativa, che annienta ed è in grado di esaltare il profondo senso poetico e il sentimento che palpita nella composizione. Il genio artistico di Elisa Zadi è in grado di muoversi nella complessità contemporanea modulando la propria ispirazione secondo gli orizzonti sconfinati dell’esplorazione e dell’interpretazione, partecipando al presente e cogliendo le sfumature invisibili del proprio mondo endo ed eso esistenziale. In questa opera la creazione si manifesta secondo stilemi, dettami e ispirazioni capaci di percepire il presente in modo originale e fortemente comunicativo. La sezione aurea esprime, in tale sede, l’idea di armonia e perfezione, qualificandosi come idea ispiratrice e principio organizzatore di tutta l’opera. Essa stessa diviene nel frammento e nell’eufonia risultante la resa concreta di una complessità interiore, che emerge con forza ed energia a sottolineare il dialogo intimo dell’artista con il mondo esterno. Superando la bidimensionalità della tela, Elisa Zadi comunica al fruitore la profondità del proprio mondo interiore, nel tentativo di far intuire l’essenza del ciclo vitale, come dinamica evoluzione di sentimenti e continue introspezioni. L’opera è in sé una parafrasi del sentire dell’uomo contemporaneo, anch’esso assemblaggio di sguardi e inquadrature, maschere e verità nascoste, punti di vista mutevoli che solo nella spinta introspettiva trova la propria armonia. Elisa Zadi ci dona, in questa esposizione, l’idea dell’equilibrio armonico-contemplativo all’interno dello squilibrio psicologico contemporaneo e, al tempo stesso, la permanenza dell’essenza prima dell’Io attraverso il cambiamento e l’evoluzione del pensiero.”

 

frammenti aurei-1 - Copia

Frammenti Aurei, 2014, olio su tessuto, installazione cm 80x80x60

“Frammenti Aurei” è un assemblaggio di quattro tele dipinte a olio, legate le une alle altre attraverso le proporzioni della sezione aurea, disposte lungo un perno in modo da creare una spirale dinamica ed evolutiva, tesa verso un’alterità irraggiungibile. In un climax ascendente, le tele si combinano e si sovrappongono, mostrando un’esile figura femminile, volta a osservare il fruitore con una staticità contemplativa, che annienta ed è in grado di esaltare il profondo senso poetico e il sentimento che palpita nella composizione. Il genio artistico di Elisa Zadi è in grado di muoversi nella complessità contemporanea modulando la propria ispirazione secondo gli orizzonti sconfinati dell’esplorazione e dell’interpretazione, partecipando al presente e cogliendo le sfumature invisibili del proprio mondo endo ed eso esistenziale. In questa opera la creazione si manifesta secondo stilemi, dettami e ispirazioni capaci di percepire il presente in modo originale e fortemente comunicativo. La sezione aurea esprime, in tale sede, l’idea di armonia e perfezione, qualificandosi come idea ispiratrice e principio organizzatore di tutta l’opera. Essa stessa diviene nel frammento e nell’eufonia risultante la resa concreta di una complessità interiore, che emerge con forza ed energia a sottolineare il dialogo intimo dell’artista con il mondo esterno. Superando la bidimensionalità della tela, Elisa Zadi comunica al fruitore la profondità del proprio mondo interiore, nel tentativo di far intuire l’essenza del ciclo vitale, come dinamica evoluzione di sentimenti e continue introspezioni.
L’opera è in sé una parafrasi del sentire dell’uomo contemporaneo, anch’esso assemblaggio di sguardi e inquadrature, maschere e verità nascoste, punti di vista mutevoli che solo nella spinta introspettiva trova la propria armonia. Elisa Zadi ci dona, in questa esposizione, l’idea dell’equilibrio armonico-contemplativo all’interno dello squilibrio psicologico contemporaneo e, al tempo stesso, la permanenza dell’essenza prima dell’Io attraverso il cambiamento e l’evoluzione del pensiero. Laura Monaldi

 

“Golden Fragments” is an assemblage of four canvases painted in oils, related to each other through the proportions of the golden section, arranged along a PIN in order to create a dynamic and evolutionary spiral, reaching for an unattainable otherness. In an ascending climax, his canvases combine and overlap, showing a slender feminine figure time to observe the viewer with a contemplative stillness, which annihilates and is able to enhance the deep poetic sense and feeling flutters in the composition. The artistic genius of Elisa Zadi is able to move in the contemporary complexity by modulating their inspiration according to the boundless horizons of exploration and interpretation, by participating in tIn this work the creation manifested according to stylistic elements, dictates and inspirations able to perceive this in an original and highly communicative, the golden ratio expresses, in that forum, the idea of harmony and perfection, qualifying as inspiring idea and organizing principle of the whole work. It becomes in the fragment and resulting in euphoria the inner complexity made concrete, which emerges with strength and energy to emphasize the intimate dialogue with the outside world. Overcoming the bidimensionality of the canvas, Elisa Zadi tells the user the depth of their inner world, in an attempt to understand the essence of the life cycle, as dynamic evolution of feelings and constant introspection.he present and seizing the nuances invisible of his world, Endo and Eso existential. The work is in itself a paraphrase of the contemporary man, also assembling looks and shots, masks and hidden truths, changing points of view that only introspective thrust finds its harmony. Elisa Zadi gives us, in this show, the idea of harmonic balance-unbalance inside contemplative contemporary psychological and, at the same time, the permanence of the essence before I cross the change and evolution of thought. Laura Monaldi

 

 

xanima e corpo

 Dal 5 al 21 Dicembre 2013 TRACCE D’UMANA NATURA, mostra di Elisa Zadi.

Dopo il successo delle prime tre esposizioni, la quarta mostra, dal titolo “Tracce d’umana natura”, avrà come protagonista l’artista toscana Elisa Zadi.
Nell’affascinante hall e nelle sale del centro benessere di via Tanucci 21, ad Arezzo, la pittrice aretina di nascita e fiorentina d’adozione presenterà l
a sua suggestiva ricerca personale, che l’ha portata a essere una delle artiste figurative più interessanti e apprezzate del panorama toscano contemporaneo.

In esposizione opere singole, dittici e trittici nei quali l’autrice si indaga davanti a una sorta di specchio rivelatore, in grado di metterla a nudo.

Con Elisa la figura femminile è sviscerata nelle sue poliedricità introspettive. L’attenzione parte dalla forma visibile, dalla quale non si può prescindere, per poi concentrarsi sull’interiorità delle cose contemplabili. L’esterno è lo specchio dell’interno. Gli oggetti, le piante sono trattate come tracce d’umana natura, come appendici espressive dei moti interiori. Quindi non sono solo i gesti e le espressioni degli autoritratti a parlare dei sentimenti, ma anche il resto del creato si eleva a simbolo del contenuto e ne diventa parte.

Il vernissage di giovedì 5 dicembre, dalle ore 19,30, sarà come sempre allietato da musica, buffet e degustazione di pregiati vini offerti, per l’occasione, da Tenute di Fraternita (Arezzo).

Dulcis in fundo, per festeggiare il successo di un progetto artistico andato oltre le più rosee aspettative, seguirà il concerto del duo Sciapò, accompagnato da uno special guest d’eccezione: il fisarmonicista armeno David Yengibarian.

L’ingresso è gratuito. Ai partecipanti sono richiesti solo pochi requisiti: simpatia e voglia di condividere tutti assieme un’iniziativa in cui le arti e la cultura mettono in contatto le energie positive che fluttuano dentro ognuno di noi, nessuno escluso.

Marco Botti

http://zadielisa.blogspot.it/2013/12/tracce-dumana-natura-cura-di-marco-botti.html

 

Elisa Zadi vince il Premio Occhi 2013

Entrambi gli eventi sono iniziative finalizzate alla sensibilizzazione sul problema amianto attuato dal comune di Migliarino (FE) da ormai 4 anni.

La mostra del Premio Occhi sarà visitabile dal 24 al 31 maggio 2013 presso il Centro Polifunzionale Falcone-Borsellino di Migliarino (FE).

http://zadielisa.blogspot.it/2013/05/premio-occhi-2013.html?spref=fb

  http://premiopaolaocchi.wordpress.com/2013/05/25/elisa-zadi-vince-il-ii-premio-occhi-2013/ 

 

 

Nel mese di maggio Pinocchio arriva in città con l’iniziativa Fiabescamente, organizzata dal Centro Commerciale Naturale di Pistoia.Due settimane di eventi incentrati sul burattino più famoso al mondo.

Dal 06 al 19 Maggio presso le Sale Affrescate del Palazzo Comunale (XIV° Sec) in Piazza Duomo a Pistoia, sarà infatti allestita la mostra “Pinocchio & Friends”. La mostra, a cura dal fotografo Stefano Giraldi, è interamente incentrata sul personaggio di Pinocchio e vede l’allestimento di quattro aree tematiche. Un’area è dedicata alla fotografia con l’esposizione di oltre 50 ritratti fotografici raccolti negli anni da Stefano Giraldi,  in cui personaggi dell’arte, cultura, spettacolo e informazione sono ripresi in rapporto con il personaggio di Pinocchio. Un’area è dedicata agli artisti contemporanei, con oltre 30 opere che rappresentano la figura di Pinocchio attualizzata agli anni 2000. Tra gli artisti possiamo annoverare: Alessandro Reggioli, Sergio Staino, Gianpaolo Talani, Elisa Zadi, Aida Amirpour e molti altri ancora.

Le altre due aree sono dedicate alla proiezione di copertine dei libri della favola, tradotte in varie lingue, provenienti da tutto il mondo e all’esposizione dei disegni dei bambini delle scuole elementari di Pistoia coinvolte nell’evento.Sono previsti anche interventi musicali completamente originali, a cura di Ellade Bandini, Cristiano Angelini, Vittorio De Scalzi e Max Manfredi. L’inaugurazione si svolgerà Domenica 05 Maggio alle ore 16:30. Gli orari di apertura della mostra saranno invece i seguenti: dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Domenica 12 Maggio è previsto un prolungamento fino alle ore 20.00. Alla mostra si affiancheranno attività collaterali di animazione del centro città, organizzati a cura del Centro Commerciale Naturale di Pistoia. In particolare: Sabato 11 e 18 Maggio ci saranno dei laboratori creativi per bambini realizzati a cura della Fondazione Nazionale Carlo Collodi. Domenica 12 Maggio, contemporaneamente all’apertura dei negozi, ci saranno varie rappresentazioni di teatro, ballo, burattini, etc. realizzate da varie compagnie di spettacolo, coordinate dal regista pistoiese Giuseppe Golisano. Gli spettacoli saranno localizzati in diversi punti del centro storico e racconteranno la storia del burattino più famoso del mondo. Sempre domenica ci sarà anche un’esposizione di antichi mestieri e dell’artigianato locale e ci sarà un intrattenimento musicale itinerante a cura della Banda Borgognoni di Pistoia. Per tutto il periodo dell’evento ci saranno anche degli allestimenti a verde, realizzati a cura di Giorgio Tesi Group, posizionati nel centro città e attraverso i quali la favola prenderà forma. E poi i ristoranti aderenti prepareranno menù tematici, che ricreeranno l’atmosfera dell’osteria de “Il Gambero Rosso”. L’iniziativa è realizzata in compartecipazione con il Comune di Pistoia e grazie al contributo di Regione Toscana, Camera di Commercio di Pistoia. Fondamentale inoltre la collaborazione con Fondazione Nazionale Carlo Collodi e Giorgio Tesi Group. Info su: www.pistoiacentrocommercialenaturale.it       Contatto Facebook: Ccn Pistoia

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LVII Premio Basilio Cascella 2013 | £’i®a – arte, sogno, giogo, rabbia

 

25 APRILE 30 MAGGIO 2013 PALAZZO FARNESE, ORTONA

 

Con il termine ira (o impropriamente rabbia) si indica uno stato psichico alterato, in genere suscitato da uno o più elementi di provocazione, capace di rimuovere alcuni dei freni inibitori che, normalmente, stemperano le scelte del soggetto coinvolto. L’iracondo è caratterizzato da una profonda avversione verso qualcosa o qualcuno o (in alcuni casi) verso se stesso. La rabbia è vista come una forma di reazione e di risposta delle persone per affrontare situazioni ad esse sfavorevoli.
La lira (abbreviazione: L.) è stata la valuta italiana dal conseguimento dell’unità nazionale nel 1861 fino all’introduzione dell’euro nel 2002. Viene rappresentata premettendo all’importo il simbolo ₤ o dalle sigle L. o Lit (per Lira italiana). Dal 24 agosto 1862 la lira ebbe corso legale e sostituì tutte le altre monete circolanti nei vari stati pre-unitari. Il 1° gennaio 1999 entrò in vigore l’euro, il cui tasso di cambio irrevocabile con la lira era stato fissato il giorno precedente. Il 1° gennaio 2002, con l’entrata in circolazione delle monete e banconote in euro, si aprì una fase di doppia circolazione: le monete e banconote in lire vennero ritirate definitivamente il 1° marzo 2002.La lira rimanda involontariamente ad un periodo di crescita del secolo scorso, a quel che eravamo e all’impegno sociale che portò l’Italia ad una fase di assoluto successo e ricchezza agli occhi di tutto il mondo, patrimonio di cultura e benessere; Arte, industria, società. Nonostante i numerosi sforzi per risolvere crisi e malumori con l’arrivo nel nuovo millennio sono state rimesse in discussione qualsiasi sicurezza e convinzione: dalla lira all’ira.Agli artisti del LVII Premio Cascella 2013 è chiesto di analizzare tale tema; di incanalare tramite la pittura e la fotografia questo sentire, e portarlo quindi all’attenzione del pubblico, dando una propria risposta, un suggerimento o un pensiero.
Genere: arte contemporanea, collettiva Spazio Espositivo: Palazzo Farnese, Passeggiata Orientale n°3, 66026 – Ortona (CH)www.premiocascella.itinfo@premiocascella.itVernissage: 25 aprile 2013, ore 18.30 Finissage: 30 maggio 2013 Orari: da lunedì a domenica dalle 16.00 alle 20.00Orario del vernissage: ore 18.30
Orario del Finissage: ore 20.00 Ingresso gratuitoPatrocini: Comune di Ortona, Farnese Media Art, Collettivo TM15, Fondazione Staurós, il Faro Verde, Galleria del Carbone, polis_artika, Terry May Home Gallery.Curatori: Alessandro Passerini, Pasquale Grilli, Alessandro Falco, Pierluigi Abbondanza.

Artisti:Fabiana Belmonte, Linda Bertazza, Martino Borgogni, Nicolas Boria, Alessio Deluca, Werther Germondari, Maura Ghiselli, Sergio Giannotta, Mia Lacomte, Lorenza Licciardello, Giuseppe Lo Schiavo, Giulia Magagnini, Andrea Marchese, Nicolo Massa Bernucci, Luigi Mosca, Lorenzo Palombini, Ylenia Salaris, Simone Sapienza, Francesca Sigilli, Mattia Baraldi, Andrea Mario Bert, Guido Bottazzo, Alessandro Brunelli, Alessandro Bulgarini, Alessandra Carloni, Alessandro Carnevale, Cristian Erdas, Mario Francese, Kamen Kissimov, Duilio Lopez, Vittorio Mancigli, Augusto Orestini, Alessandra Pagliuca, Elisa Pietrelli, Maurizio Rapiti, Sergio Saccomandi, Andrea Savazzi, Gianni Triggiani, Imma Visconte, Elisa Zadi, Luca Zarattini, Giorgio Distefano, Vladimiro Lilla, Pasquale Grilli, Paolo Volta, Michela Malisardi, Terry May, Monica Maria Seksich, Max Volpe, Marianna Santoni, Tea Falco, Marilia Zapata, Alessandro Falco, Lorenzo Fontanesi, Giulia Pesarin, Pierluigi Abbondanza, Federica Costa, Andrea Amaducci, Mr Wany.

Viareggio (LU) – dal 15 febbraio al 3 marzo 2013

L’Associazione Agorà propone per la stagione 2013 una mostra dedicata interamente al Carnevale, dando continuità ad una tradizione che negli anni ha visto la partecipazione di artisti di chiara fama e grande valore, che hanno esposto in concomitanza con la Manifestazione simbolo della città di Viareggio, ovviamente con tema legato alle maschere e al carnevale. Riprendendo infatti una consuetudine già in uso a Viareggio, che vedeva il coinvolgimento di manifestazioni espositive tendenti a celebrare il Carnevale, si vuole riproporre questa fortunata formula attraverso l’esposizione, nelle splendide sale di Villa Paolina, di opere di artisti versiliesi e non solo, che hanno alle spalle un percorso artistico di notevole interesse. Saranno in mostra maestri di fama nazionale che in passato hanno riservato alcune produzioni al tema del carnevale e che sono la dimostrazione di come questo evento sia stato e continui ad essere tutt’oggi una fonte di incredibile ispirazione artistica.

La mostra sarà composta da circa 40/45 grandi artisti tra storicizzati e contemporanei ognuno con un’opera incentrata sul carnevale  e i suoi  significati, i messaggi sociali o intimisti di cui si rendono portatori trasmettendo svariate gradazioni emotive come gioia, canzonatura, beffa, satira sociale,  nascondigli dell’anima. Questa edizione sarà particolarmente attenta alla produzione di giovani artisti che si stanno affermando sul territorio grazie alle loro spiccate e interessanti ricerche pittoriche e stilistiche. Un mixage realizzato da Claudio Giumelli, curatore dell’evento, con l’intento di mettere in risalto la qualità pittorica di artisti già pienamente storicizzati e nuovi pittori che si affacciano al contemporaneo in questa gaia e felice interpretazione.La manifestazione sarà corredata di un catalogo dove verranno pubblicate le immagini delle opere in mostra e le note biografiche di ciascun artista oltre che il testo a cura di Claudio Giumelli e l’intervento di Adolfo Lippi.

La mostra sarà parte integrante ed evento collaterale all’edizione 2013 del Carnevale di Viareggio.

Artisti in esposizione: Altemura Ernesto, Andriolo Eliseo, Amirpour Aida, Benvenuti Riccardo, Cargiolli Claudio, Ciccarini Carmine, Fornaciari Angelo Dionigi, Dicastri Luca, Di Giorgio Giorgio, Di Vecchio Raffaello, Dolfi Marco, Faraoni Enzo, Ferroni Giovanni, Galli Arnaldo, Galliani Omar, Geri Loriano,Ginocchi Mario, Giuggioli Giuliano,Guiso Graziano, Lazzini Enrico, La Bianca Dino, Luchini Riccardo, Maccari Mino, Luchetti Massimiliano, Mannocci Lino, Martelli Marzia, Musante Francesco, Nativo Estefania Belen, Pardini Giuliana, Pittarello Gabrie, Prati Alessia, Perucca Nicola, Possenti Antonio, Possenti Giovanni, Pruno Serena, Rivieri Giuseppe, Ramacciotti Lisandro, Romani Pierluigi, Saporetti Adolfo, Stagnoli Antonio, Carlo Trevisan, Tofanelli Alessandro, Tommasi Riccardo, Zadi Elisa, Zancanaro Tono, Zompi Francesco.

 

Inaugurazione: venerdì 15 febbraio 2013 ore 18; Periodo mostra: 15 febbraio – 3 marzo 2013. A cura di Claudio Giumelli Sede: Villa  Paolina Bonaparte, via Machiavelli 2 Viareggio-Orario di visita: 15.30 – 19.30,  lunedì chiuso Ingresso libero-Catalogo acquistabile in mostra: € 10

Info: Associazione Agorà: 0584-978127 agorartegalleria@gmail.com ;Villa Paolina Viareggio: 0584-966346/342 viareggiocultura@comune.viareggio.lu.it

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copertinvito(1)La mostra a cura di Stefano Giraldi, riunisce le opere di pittori, illustratori e fumettisti in un inventario di creatività, umorismo ed eleganza satirica sull’eterno gioco dell’amore.

In questa mostra il percorso delle immagini, gli intrecci delle letture, rimandi e i rimbalzi hanno un obiettivo preciso: dimostrare che l’Arte di soggetto è un “genere” ben identificabile, con regole scritte e altre ancora più vincolanti, non scritte, in continuo e proficuo colloquio con altre forme di espressione sentimentale e culturale quali la musica e la poesia. Come ogni forma d’Arte, anche quella destinata a toccare le corde dei sensi nasce da un’esigenza interiore, dal desiderio di esprimere un universo di passioni ed emozioni. Ci si muove insomma in una zona preziosa e riservata, dove l’opera d’Arte mette in movimento giochi personalissimi di esperienze, di memorie, di desideri. L’esperienza amorosa è un’avventura squisitamente individuale: le immagini dell’Arte che tentano di penetrare nel mondo dei sensi e degli affetti sono a loro volta il riflesso dell’individualità degli artisti, di quel diapason nascosto dentro di noi, nel segreto della nostra anima, nella regione del meraviglioso e doloroso gioco dell’amore.

Si ringrazia Ovidio per “Rimedi contro l’amore” da cui è nata l’idea della mostra di Cuori Infranti.

 

 SERVIZIO MOSTRA di Fausto Pelligrini andato in onda su RAITRE il 12/02/2013 

predilezioniLa mostra sarà ospitata dall’Informagiovani di piazza Sant’Agostino, Arezzo. Venerdì 1 febbraio, alle 17,30, il vernissage+intervista.

 

Il progetto Visti da Vicino continua l’indagine sulla giovane produzione artistica con la mostra Predilezioni, esponendo i lavori di Elisa Zadi e Giusy Mendola, recentemente realizzate e, in qualche caso, presentate per la prima volta.

La pittura di Elisa Zadi diventa occasione per analizzare l’immagine di giovani uomini e donne da intendere come figure serene, protagoniste di scene di vita borghese fermate in un attimo senza tempo. Nei suoi dipinti la figura umana è protagonista dello spazio fisico nel quale è collocata. Le incisioni e le fotografie di Giusy Mendola invece, sono delle vere e proprie impronte di ciò che lo sguardo non sempre fa vedere e in genere dell’effetto sempre un po’ “sfocato” della realtà. Lo fa con media diversi cercando sempre di intervenire dall’interno della materia manipolata.

In questo senso le predilezioni delle due artiste ci raccontano quanto possano essere diverse le modalità dell’indagine sul reale. Da un lato, realtà inafferrabili e mai certe e dall’altro, realtà sempre commisurate alla dimensione personale altamente emotiva.

Visibile negli spazi dell’Informagiovani in piazza Sant’Agostino ad Arezzo dall’1 al 18 febbraio 2013, la mostra fa parte di un progetto sostenuto dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio, dalla Regione Toscana, dalla Provincia e dall’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Arezzo,  a cura di Matilde Puleo insieme con l’Archivio giovani cerniere-ar.it.

Naturale prosecuzione dello sportello giovani artisti, Predilezioni presenta “da vicino” il lavoro degli artisti censiti nel sito, configurandosi come stimolo circa la metodologia di autopresentazione e presentazione del proprio lavoro creativo.

 Informagiovani, piazza S. Agostino, Arezzo 1-18 febbraio 2013 A cura di Matilde Puleo info: info@cerniere-ar.it  0575377868

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.aicsfirenze.com

Espongono gli artisti Angel Ramiro Sanchez-Patrizia Genovesi-Elkin Canas-Niccolò Brogelli-Elisa Zadi-Giorgio Magini-Rafael Guerra-Greta Gonnelli-Milixa Moron-Eleonora Nistri-Pablo Simunovic-Stefano Cantini.

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