ELISA ZADI

Psyche-Gohei

dentro è oltre

Il progetto di Elisa Zadi intende far riflettere i partecipanti su due tematiche a lei particolarmente care: l’introspezione psicologica e la sacralità dell’albero. Psyche, oltre che anima, era il nome che nel periodo rinascimentale individuava lo specchio posto nella stanza privata; i gohei, invece, sono delle decorazioni cartacee che in Giappone vengono messe a omaggiare gli alberi-kami, alberi centenari e quindi sacri. Come da tradizione orientale, l’opera si presenta come una corda-circonferenza da installare al tronco dell’albero prescelto: questa si compone, ad intervalli ritmati, da piccoli autoritratti su tela eseguiti allo specchio, dagli specchi-psyche che riflettono la luce e i volti dei partecipanti alla performance, e dai gohei contenenti messaggi dedicati. In questa nuova azione performativa di Elisa Zadi, concettualmente penetrante, gli elementi vengono simbolicamente e fattualmente a incontrarsi e a convivere, pur appartenendo a due culture e filosofie lontane nel tempo e nello spazio, come quella greco-occidentale e quella nipponico-orientale. L’artista riesce con semplicità ad unirli in un’opera che vuole essere universale, superando ogni distanza culturale e geografica, ricordandoci la nostra natura di esseri viventi composti dai medesimi elementi. Chiamato ad avvicinarsi, l’osservatore entrerà in contatto non soltanto con gli autoritratti, frutti figurativi derivati dall’indagine pittorico-introspettiva che molto ha contribuito a definire la personalità di Elisa Zadi nel panorama contemporaneo, ma avrà modo di confrontarsi con se stesso. Fondamentale è lo spazio naturale dove l’esperienza avverrà, il bosco, uno dei luoghi sacri ed animati per eccellenza. Si dice che se non vai nei boschi, se non sai abbandonarti alla Natura con libertà e coraggio, nulla in verità potrà succedere mai e la vita non avrà un vero e proprio inizio. Lo stesso si può dire per l’Arte in sè, che è il modo più alto e intenso per conoscere noi stessi.

https://museopineta.wordpress.com/

http://zadielisa.blogspot.com/2018/07/museo-popolare-della-pineta-viareggio.html

sabato 14 luglio 2018
FESTA INAUGURALE MUSEO POPOLARE DELLA PINETA A VIAREGGIO

Sabato 14 luglio 2018, alle ore 18:00, a Viareggio nella zona dello stadio, lato Viale dei Tigli (adiacente al Kiosko) verrà inaugurato con una festa il Museo Popolare della Pineta.
Si potranno vedere le opere donate dai molti artisti italiani che hanno aderito alla richiesta di trasformare in un museo a cielo aperto il pezzo di pineta che il “progetto asse di penetrazione” vorrebbe abbattere per creare una nuova via di collegamento verso il mare. Il Museo della Pineta nasce come azione collettiva in difesa del patrimonio naturalistico viareggino, contro il progetto devastante di una vera e propria superstrada a ridosso del Parco, in appoggio al Coordinamento No Asse e promosso dai due collettivi artistici Dada Boom e Superazione.

ore 18:oo Presentazione del progetto artistico del Collettivo SuperAzione e collettivo Dada Boom
Interverranno:
ANDREA LAMI: Comitato per la Salvezza della Pineta di Viareggio
GIACOMO VERDE: Collettivo SuperAzione
ALESSANDRO GIANNETTI: Collettivo Dada Boom

ore 19:30 DJ RICKY 8 presents DREAM FREQUENCY NCY a seguire la fantastica cucina del KIOSKO

Sabato 30 giugno 2018 in occasione della XXVII Rassegna d’Arte presso La Barbagianna – una Casa per l’Arte Contemporanea, Elisa Zadi presenterà la sua mostra personale dal titolo “Contingenze”. La mostra sarà composta in prevalenza da opere pittoriche e installazioni pittoriche che saranno allestite nei locali de La Barbagianna; le opere saranno inserite in un contesto particolare, abitativo e articolato per questo in più stanze che diventeranno sale monotematiche per le opere della giovane artista. L’evento curato da Alessandra Borsetti Venier sarà presentato dalla critica d’arte Laura Monaldi che scrive: “Il mondo pittorico di Elisa Zadi è inconfondibile e dettato da una particolare espressività capace di mettere in luce l’elemento emotivo al di là dell’immagine rappresentata; è un viaggio intimo nell’essenza del sé volto a cogliere le sfumature dei sensi e le manifestazioni dell’anima; è un’indagine che dalle realtà oggettive del mondo porta lo spettatore nella dimensione isolata e misteriosa dell’introspezione; è il tentativo di fare del gesto artistico un atto creativo che manipola l’immagine con espressionistici giochi di colore fino a cogliere quella spiritualità umana perduta nel tempo. Come in un gioco di specchi, l’artista racconta se stessa attraverso ciò che la tela e gli strumenti del mestiere gli permettono di comunicare, avvolta nella meditazione e nello slancio intuitivo della contemplazione. Nel suo percorso Elisa Zadi si è fatta pittrice e perfomer, unendo all’aulica tecnica pittorica il vitalismo scenografico ed eclettico della teatralità estetica, donando al mondo l’irripetibile possibilità di immergersi nei turbamenti umani, in una catarsi d’eccezione che da sguardo a sguardo purifica dal consueto modo di sentire e percepire l’esistenza circostante. Nelle sue performance il mondo naturale e umano entrano in una simbiosi mistica tale da suscitare nello spettatore un senso catartico unico e irripetibile. Variando di luogo in luogo le azioni performative di Elisa Zadi entrano in sintonia con l’ambiente circostante, facendo dello spazio e del tempo dell’azione un unicum travolgente e introspettivo. I gesti, le declamazioni, gli strumenti e gli oggetti di scena prendono parte a una sorta di atto teatrale, di cui l’artista si fa protagonista e portavoce di un messaggio da esprimere non solo con la pittura ma con tutto il proprio corpo. Il misticismo che pervade l’azione costringe a un dialogo diretto con l’Universo e i suoi segreti. L’artista diviene un vate e una sacerdotessa che ha l’arduo compito di condurre lo spettatore alla scoperta di ciò che gli occhi non possono cogliere, di ciò che esiste oltre le apparenze dell’esistenza e di ciò che si cela oltre la Vita. Intime e profonde le performance di Elisa Zadi indagano le aporie delle coscienze collettive, ristabilendo l’armonia naturale persa nella società contemporanea, riscoprendo miti e ideologie perse nel tempo ma che ancora vivono nell’anima sensibile di colei che ha ancora il coraggio di toccare la terra con le mani e sporcarsi con ciò che l’esistente ci dona attimo dopo attimo.”

Con il patrocinio di: Regione Toscana, Città Metropolitana Firenze, Comune di Firenze, Comune di Pontassieve

INGRESSO LIBERO – visita alle mostre su appuntamento 055 8398747 – 335 6676218

Con la collaborazione di: MultiMedia91, Archivio della Voce dei Poeti, Morgana Edizioni, Area N.O., Area di Broca, dell’Ophen Virtual Art Gallery di Salerno

maggiori info: http://zadielisa.blogspot.com/2018/06/contingenze.html

VI edizione della manifestazione Notti InColore 2018
Ambarabà, Ciccì e Coccò, a cura di Gloria Campriani. Dress code: avana, bianco e multicolori
Certaldo (FI): viale Giacomo Matteotti, piazza Giulio Masini, via II giugno, borgo Garibaldi, piazza Boccaccio e via IV novembre.
Martedì 12,19 e 26 giugno, ore 21.30

La scelta del titolo Ambarabà ciccì coccò, non si riferisce solo al suono, che lascia immaginare vari “colori”, ma ai tre artisti delle mostre personali a “cielo aperto” (uno a notte) e alle loro tre installazioni (tre per ogni sera accompagnate da tre azioni performative) con tre linguaggi diversi. Simbolo dell’unione perfetta, il numero tre, appare ripetutamente nello sviluppo del progetto e senza uno specifico significato, il primo verso della popolare filastrocca, Ambarabà ciccì coccò, come in alcuni casi accade con l’arte contemporanea, sono piacevoli “nonsense”. Le performance che avranno luogo sulle installazioni avranno lo scopo di suggerire vari messaggi interpretativi per una diverso approccio alla comprensione dell’opera d’arte. I tempi scanditi dai performer segneranno, così, il cammino da percorrere per la visita alle mostre personali a “cielo aperto”. Il progetto svilupperà una interessante qualità artistica anche nelle mostre personali allestite “in vetrina”, visitabili negli appuntamenti previsti dalla rassegna e durante tutto il periodo della manifestazione che va dal 12 al 26 giugno, orari negozi, tranne il lunedì. Chi volesse approfondire la conoscenza sugli artisti, i collezionisti, gli storici, i critici ecc. del festival, può consultare o acquistare presso i negozi i cataloghi, libri e volumi disponibili. La rassegna si contraddistingue per le mostre di arte a “cielo aperto” e in “vetrina” (dal 12 al 26 giugno) con, pittori, scultori, fotografi, video maker, performer, e collezionisti e si completa con conferenze e presentazioni di libri con scrittori, storici dell’arte, critici ed infine ospiti televisivi e influencer. A l’ora dell’aperitivo e dopo cena, nei bar, caffè, pub e bistrot, è possibile ascoltare musica live: sperimentale, jazz, blues, swing, pop, rock, disco e classica con vari strumenti musicali anche con il più inconsueto clavicembalo (consulta il programma allegato) degustando cocktail del colore della notte creati appositamente per la manifestazione Ambarabà ciccì coccò. Presso le gelaterie, le yogurterie, i fornai, le pizzerie e le pasticcerie è possibile assaggiare nuovi gusti che portano il nome di Ambarabà ciccì coccò.
Il progetto, volto alla valorizzazione e alla promozione dell’arte contemporanea e degli artisti, che è lo spirito in cui nasce la rassegna, si rivolgerà soprattutto ai visitatori più disinteressati, distratti o pigri, con il fine di stimolare il pensiero divergente, che guarda alle cose da “diversi” punti di vista per trovare sempre nuove soluzioni.
Il sovraccarico di foto, prive di significato, a cui tutti i giorni siamo sottoposti con gli strumenti tecnologici, ci impediscono di distinguere le buone immagini di cui abbiamo bisogno per la nostra salute mentale, mettendo tutto sullo steso piano. L’arte contemporanea uscirà, così, dagli spazi convenzionali per entrare nei luoghi che frequentiamo abitualmente. Scenderà in piazza, nelle vie del centro e nei negozi con qualità e attenzione agli allestimenti, per incontrare e dialogare all’esterno, senza voler deludere gli appassionati, abituati a vedere le opere degli artisti proposti dal progetto nei musei, nelle gallerie o presso collezionisti.
Ambarabà ciccì coccò, VI edizione della manifestazione artistica Notti InColore 2018, a cura di Gloria Campriani, è stata realizzata grazie al contributo del Comune di Certaldo, Centro commerciale naturale ConCertaldo, Confesercenti Empolese Valdelsa e in collaborazione con MultiMedia91 e Narrazioni Urbane.

Ingresso libero
Le mostre in “vetrina” sono visitabili negli appuntamenti previsti dalla rassegna e durante tutto il periodo della manifestazione che va dal 12 al 26 giugno, tranne il lunedì, orari dei negozi.
Info e Ufficio stampa:
Sistema Museale di Certaldo 0571 661265 – musei@comune.certaldo.fi.it – www.comune.certaldo.fi.it
Associazione MultiMedia91, info@morganaedizioni.it, tel. 055 8398747

Con il Patrocinio del Comune di Pistoia e del Comitato Promotore per il Club per l’Unesco di Pistoia sabato 9 giugno 2018 alle ore 16 Studio 38 Contemporary Art Gallery presenta Palazzi d’Arte, che in questa edizione 2018 si intitola “Liquida”.

Un percorso d’arte contemporanea che partendo dall’atrio del Palazzo del Comune di Pistoia giunge al Museo Marino Marini, attraverso androni e cortili di cinque palazzi storici privati pistoiesi: Palazzo del Balì, Corte Tricomi, Palazzo Rossi Cassigoli, Palazzo Billi, Palazzo di via del Canbianco 28. A cura della storica dell’arte Ilaria Magni.

Gli artisti protagonisti di Palazzi d’Arte 2018 sono Myriam Cappelletti, Fiorenza de Angelis, Dynat, Laura Vdb Facchini, Ryan Fisher, Federica Gonnelli, Raffaello Gori, Lucia Pinzauti, Elisa Zadi.

“Sulle ceneri dell’epoca postmoderna che ha traghettato il passato dalla modernità a un presente ancora senza nome – scrive Ilaria Magni nel testo guida – si innesta una crisi di valori e di punti di riferimento, come sintetizzata dal sociologo Zygmunt Bauman nella celebre definizione di Società Liquida, concetto già formulato peraltro dal filosofo Karl Popper negli anni ’30. Questa espressione racchiude in sé la deriva dei tempi, dove in un contesto impoverito da un soggettivismo sfrenato le relazioni sembrano dissolversi in una sorta di liquidità avvolgente. In questo mare d’incertezza emergono il valore dell’apparenza, della superficialità e della velocità della fruizione, a detrimento della lentezza, della concentrazione e della capacità di apprezzare ciò che ci circonda. Prendendo le mosse da ciò l’iter di Palazzi d’Arte 2018 è intitolato “Liquida”: un percorso d’arte contemporanea tra pittura, scultura, installazione, performance, fotografia e video. C’è un modo per sopravvivere alla liquidità? Gli artisti si uniscono e si confrontano non tanto per fornire ricette o soluzioni “miracolose” alla crisi di identità e di valori, quanto per porsi domande alla ricerca di idee propositive creando connessioni, affrontando il tema ciascuno con la propria rispondenza emotiva e razionale.”

L’ingresso è libero.
Preview Stampa venerdì 8 giugno 2018 ore 17
Inaugurazione sabato 9 giugno ore 16 presso l’atrio del Comune in piazza Duomo
Verrà consegnata al pubblico una mappa del percorso e partirà una visita guidata dal Palazzo del Comune fino all’atrio del Museo Marino Marini in corso Silvano Fedi 30, tappa d’arrivo di Palazzi d’Arte.
Per recuperare la mappa fare riferimento alla galleria STUDIO 38 Contemporary Art Gallery, Corso G. Amendola 38E – Pistoia (PT)
info@studio38gallery.it
Gli androni e i cortili dei palazzi coinvolti nel progetto espositivo saranno aperti al pubblico sabato 9 e domenica 10 giugno 2018 dalle ore 16 alle ore 19.30.
Press Art Connections
E – mail redazione@artconnections.tv
Phone +39 348 4013707

VENTIQUATTRORE

performance comportamentale collettiva ideata da Alessandra Borsetti Venier ed Elisa Zadi

con la partecipazione di Nicola Bertoglio, Murat Onol, Lorena Peris, Simoncini.Tangi,

Niousha Rezaeinia, Elisa Zadi

 

VENTIQUATTRORE è la performance che i sette artisti performer invitati realizzeranno in occasione del Festival RESET e che inizierà alle ore 18 di venerdì 18 maggio e si concluderà alle 18 del sabato 19.

 

Per tutto il tempo, i performer abiteranno insieme negli stessi luoghi, partendo dall’organizzazione di base della loro convivenza. Alloggeranno in un luogo inconsueto e spartano de La Barbagianna, il piano terreno, ex-stalla con il giardino adiacente. Le abitudini di ciascuno saranno modificate e condizionate nel comportamento quotidiano in maniera inevitabile. Avranno a disposizione una serie di cose, oggetti, strumenti, arredi – pochi e prescelti – in parte messi a disposizione dalla casa, e in parte portati da loro stessi. Si prospetta un’esperienza che ponga i protagonisti a manifestarsi sulla propria presenza, sul proprio esserci; un ascolto reciproco con le incognite della valenza maieutica dello stare insieme, vivere insieme, progettare, creare ed esporre insieme. Potrà nascere l’idea di svolgere un progetto artistico personale, parallelo a quello degli altri; oppure di incrociarlo e svilupparlo nell’intento di costruire, punto dopo punto, un’opera comune, facendo confluire i singoli progetti in un tutt’uno,un momento dopo l’altro, un passo dopo l’altro come in un viaggio. In questo modo saranno loro stessi autori e spettatori di quello che si genererà e manifesterà, traducendolo in parole, oggetti, opere individuali o interattive.

Il pubblico potrà assistere liberamente durante gli orari del Festival RESET.

La performance VENTIQUATTRORE verrà ripresa in diretta streaming e documentata attraverso telecamere poste nei luoghi prestabiliti e condivisi dai performer.

Maggiori informazioni:

http://zadielisa.blogspot.it/2018/05/ventiquattrore.html

 

 

 

 

 

 

SETTE

Mostra su progetto di Luca De Silva

12 – 13 maggio 2018

Certaldo (FI Palazzo Pretorio

Inaugurazione 12 maggio ore 17

Presentazione di ALESSANDRA FROSINI

 

 

 

 

 

ALESSANDRA BORSETTI VENIER – GLORIA CAMPRIANI – ANTONIA FONTANA

CRISTINA GOZZINI – MANUELA MANCIOPPI – RACHEL MORELLET – ELISA ZADI

con la partecipazione di LUCA MATTI e LUCA DE SILVA

 

Sette sono i colori dell’iride; Sette sono i chakra; Sette è il numero buddista della completezza; Sette sono i metalli simbolici del percorso di trasmutazione alchemica; Sette sono i poteri attivi della numerologia (attrazione, formazione, repulsione, sussistenza, nutrizione, digestione e crescita); Sette sono le stanze di una biblioteca privata in cui un uomo viene chiamato a riordinare e archiviare libri e oggetti. Da qui ha inizio il racconto L’uomo del Pozzo di Luca De Silva, da cui è tratto il film con la regia di Sirio Zabberoni, sceneggiato da Roberto Venturi. Il film,dal titolo Anìmula, narra la storia di un uomo incaricato di allestire una biblioteca privata composta da sette stanze. Il percorso della storia si addentra nelle viscere di un pozzo librario reale e metaforico al tempo stesso, in cui si svilupperanno situazioni visionarie che porteranno l’uomo ad acquisire una coscienza di sé fuori dall’ordinario, in un viaggio nei segmenti dell’immaginario e dell’inconscio. La mostra Sette fa parte del progetto Anìmula ed è stata concepita come uno spazio dinamico ed esperienziale dentro gli ambienti del film, che ospitano le installazioni create da sette artiste e il video d’animazione con cui si apre il film. I sette interventi site-specific rappresentano elementi della scenografia delle varie stanze, con cui l’uomo si relazionerà nella sua fase extra sensoriale. Simboli, metafore, elementi di sviluppo interiore, energie universali legate ai sette colori dello spettro luminoso: un colore per ogni stanza, ogni colore affidato ad un’artista. E il femminile, inteso come principio primo generativo, è fil rouge fondante del progetto che unisce lavoro delle artiste, mostra, film e racconto.

Maggiori info: http://zadielisa.blogspot.it/2018/04/animula-il-film-la-mostra.html

Palazzo Pretorio Piazzetta del Vicariato 4, Certaldo (FI) 0571 661219 – musei@comune.certaldo.fi.it

Orari: ore 9.30 – 13.30 ore 14.30 – 19.00 (aperto tutti i giorni) ingresso libero

Associazione Culturale MultiMedia91 Via di Grignano 25, Pontassieve (FI) 055 8398747 – info@morganaedizioni.it

Ufficio stampa: Comune di Certaldo e MultiMedia91

 

 

 

ART SHOW 2018

7 Aprile – 12 Maggio 2018

Biblioteca San Giorgio, Pistoia

 

L’artshow della biblioteca San Giorgio, da sempre molto attenta all’arte contemporanea, è un luogo davvero singolare; giunto quest’anno alla sua seconda edizione con dei veri e propri racconti della meraviglia. Ognuno dei sette artisti contribuisce infatti con il suo percorso seppur variegato con il dar vita ad uno show quasi da fiera d’arte in miniatura. Vetrine che si trasformano quasi in scatole delle meraviglie che suscitano stupore ed emozioni inaspettate nell’osservatore.
L’elemento chiave di questa di questa edizione per me è sicuramente legata al fascino della scoperta e dei linguaggi artistici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Mail-art Happening
eSSeRCi SeNZa eSSeRCi 2017

Mostra di Arte Postale Esserci Senza Esserci (10^ edizione)
Mostra opere del contenitore Storico IAC Pontedera
Performance – Musica – Danza

A cura di _guroga & Enzo Correnti

Con la collaborazione dell’ Officina di arte fotografica e contemporanea Dada Boom Viareggio (Lucca) Italia

 

L’opera Touch my Soul vuole coinvolgere lo spettatore in un percorso tattile oltre che estetico. Il toccare diventa un esperienza conoscitiva, si tocca per sentire, capire, si tocca per conoscere l’oggetto, per andare oltre la sua superficie ed alzare il velo dell’apparenza. Toccare diventa un modo per tentare di afferrare l’essenza dell’oggetto e conoscere la sua segreta verità. Attraverso questi tre processi vedere, guardare e  toccare io verifico un’attività conoscitiva tangibile, legata all’instintualità umana del conoscere.

maggiori info:

http://www.zadielisa.it/category/touch-my-soul/

http://zadielisa.blogspot.it/2017/09/esserci-senza-esserci.html

 

 

 

 

 

 

Sabato 9 settembre 2017 dalle ore 17:00 Elisa Zadi presenterà al pubblico per la prima volta la performance “Pensiero-Azione-Destino”, in occasione della XXVI Rassegna internazionale “Incontri d’Arte” curata da Alessandra Borsetti Venier presso “La Barbagianna – una casa per l’arte contemporanea” di Pontassieve, Firenze.

La performance è pensata come un rituale iniziatico-purificatore che metterà in relazione un elemento naturale, un albero di olivo, con il corpo dell’artista. Colori, forme e azioni si susseguiranno in una mutevolezza di accadimenti simbolici e simbiotici fra la donna e l’albero, a cui il pubblico sarà invitato a partecipale dispiegando dei cartigli-xilografie contenenti messaggi che assumeranno la ritualità del dono intesa come gesto d’offerta.

“Pensiero-Azione-Destino” trae ispirazione dall’omonimo testo di Marco Ferrini, filosofo e direttore del Centro Studi Bhaktivedanta di Pisa. In questo saggio viene rivendicato Partendo da questo, l’artista vuole  l’importanza e la potenza del pensiero come azione primaria del nostro essere e della nostra volontà sul realizzarsi del destino.

La performance è vissuta come un momento determinante e catartico della volontà spirituale ed artistica di Elisa Zadi. L’artista mette in discussione sé stessa in un’opera dove arte e vita si fondono e in cui le azioni dell’una determinano e stabiliscono l’esistenza dell’altra. Nel presente in cui si realizza la performance si stabiliscono i principi del proprio futuro. Le azioni performative determinano le scelte prese dalla Zadi che si manifestano attraverso atti compiuti in un preciso momento, hic et nunc, e che generano azioni-rituali che andranno a stabilire il principio del proprio essere e l’avverarsi del proprio destino.

La scena si apre intorno a un albero di olivo. Gli elementi coinvolti trasmettono una sensazione misurata e simmetrica, armonizzata nell’ambiente per colori e posizioni che conferiscono una struttura determinante ed essenziale. L’albero, l’acqua, la terra, il vento, il canto sono elementi che partecipano attivamente alle azioni, creando suggestioni dal riverbero arcaico che riconducono alla forza di un legame fra l’uomo e la natura, in cui la compartecipazione si fa profonda e iniziatica.

La forte motivazione ideologica che spinge Elisa Zadi a confrontarsi e mettersi in discussione in una poliedricità di linguaggi espressivi, dalla pittura, all’installazione, alla performance, non esclude mai l’importanza che l’operare pratico e la resa estetica rivestono nel suo modus operandi. L’artista ha realizzato personalmente gli abiti indossati durante la performance, sia nella modellistica che nella tintura dei tessuti, in modo da “innestare” nell’opera fin dalla sua genesi le modalità del rituale, in cui ogni gesto ha una valenza simbolica. I pigmenti, normalmente usati nei colori con cui la Zadi dipinge, diventano qui il principio colorante dei tessuti e la chiave catartica di svolta tra il sangue e il dolore, rappresentati dal rosso, e la nuova vita, rappresentata dal bianco e dalla trasparenza dell’acqua limpida.

Come molte delle opere performative della Zadi, anche “Pensiero-Azione-Destino” si avvale della partecipazione del pubblico. Spiega Elisa Zadi: “Ho iniziato a desiderare fortemente che il pubblico diventasse parte attiva delle mie opere, non volevo più che fosse solo spettatore. Ho voluto coinvolgerlo in modo che divenisse parte viva e completasse il senso del mio operare in una comunione che ha il potere della condivisione e della con-passione”. “Queste opere”, prosegue, “si compiono soltanto con la partecipazione del pubblico: solo così sento che l’opera può concludersi veramente”.

maggiori info: http://zadielisa.blogspot.it/2017/08/pensiero-azione-destino.html

Col/Azione sull’erba

Le performance rientrano, come nella tradizione popolare, in un evento che venga interpretato come omaggio alla primavera, momento di cambiamento e rinascita e libertà della natura. Un percorso di crescita che parte dalla installazione della scultura di Ubaldo Molesti per arrivare nel prato vicino all’abitazione, con cinque stazioni/performance.Quattro performance individuali di quattro artisti e la quinta un’azione collettiva accompagnata da un duetto di archi. Il numero cinque è (cinque tappe) un aspetto simbolico dl percorso di crescita e evoluzione. Cinque sensi che ci danno l’opportunità di vivere la vita. Legno, fuoco, terra, metallo, acqua. Il numero Cinque rappresenta la molteplicità, il cambiamento, la mutevolezza e l’esplorazione sia a livello fisico che mentale. Cinque sono le dita di una mano umana che attraverso la manipolazione trasforma la materia.

Luca De Silva – Legno e foglie
Murat Onol – Scrivere sull’acqua
Ina Ripari – Fuoco
Elisa Zadi – Prima Viola

maggiori informazioni su http://zadielisa.blogspot.it/2017/04/colazione-sullerba.html

“LOCURA/FOLLIA”


La mostra che inaugura venerdì 24 marzo resterà visibile al pubblico fino a sabato 9 aprile 2017 presso la Sala Campolmi della Biblioteca Lazzerini di Prato. Trentadue artisti partecipano con opere di scultura, pittura e fotografia, indagando il tema complesso e poliedrico della FOLLIA. Durante la serata d’inaugurazione ci saranno le performance: dell’attrice Marion d’Amburgo, che farà un reading teatrale del Don Chisciotte e Murat Onol che affronterà la follia come perdita di contatto con la realtà e come forma di alienazione mentale. L’evento curato da Laura Gensini prevede l’edizione di 72 cataloghi originali numerati opera di Gustavo Mestre.

 
 

 http://zadielisa.blogspot.it/2017/04/locurafollia.html

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Elisa Zadi

“VADEMECUM – pittura come ricerca del sé”

a cura di Laura Monaldi e Marco Palamidessi

 

La sede espositiva de “Il Borghetto” di Bagnolo a Montemurlo di Prato, ospiterà la nuova mostra personale di Elisa Zadi “Vademecum – pittura come ricerca del sé”. Località di pregevole qualità storica, naturale e paesaggistica oltre che artistica, sempre più nota per ospitare eventi anche di rilievo nazionale, la mostra aprirà al pubblico sabato 4 marzo alle ore 17:00 e prevederà una presentazione critica di Laura Monaldi e Marco Palamidessi.

In questa esposizione l’artista intende presentare una serie di opere rigorosamente selezionate dalla sua produzione, sintesi antologica del suo lavoro pluriennale. Una mostra interessante, che offrirà la preziosa occasione di ammirare sia opere già conosciute che lavori assolutamente inediti. “Fra analisi introspettive, apparenze interiori e poetiche adamitiche” – scrive Laura Monaldi – “Elisa Zadi ci conduce in un viaggio estetico alla scoperta di un luogo d’indagine – la tela – in cui lo sguardo estatico dell’Arte procede oltre il normale sentire quotidiano, ossia verso gli orizzonti sconfinati dell’espressione e del sentimento, in quanto partecipazione al mondo e al presente”.
Non mancano poi le opere, tutte appartenenti al recentissimo periodo, dove si fa ancor più esplicito il bisogno della pittura di valicare i limiti tradizionali, di farsi pura tridimensionalità, di essere non soltanto la sua pelle, l’epidermide di se stessa, ma anche il mezzo per comunicarsi al mondo, per essere parte di un universo sincretico dove il suo io si proietta al mondo con la prorompenza misterica dell’anima, in cui la figura umana diviene simulacro della sua stessa essenza, per mezzo di opere-vestito che rivelano una continua ricerca di materie e materiali, in cui il margine della pittura estende i propri confini all’infinitezza del cosmo abbracciando varie discipline, non ultima la scultura e l’installazione ambientale e interattiva, dove il connubio tra l’io e il mondo prende forma e compiutezza.

La mostra sarà visitabile dal 4 al 12 marzo 2017. Apertura mostra sabato e domenica dalle 16:30 alle 18:30 e su appuntamento chiamando 3473860653 o 339 4827291. Ingresso libero.

Si ringrazia il Comune di Montemurlo, Cinzio Cavallarin e all’Associazione Culturale Multimedia91.

Maggiori informazioni  http://zadielisa.blogspot.it/2017/02/vademecum.html

 

 

In occasione di Arte Fiera Bologna 2017, l’evento dell’arte contemporanea più atteso d’Italia, nel contesto dell’appuntamento con OPEN FOR ART Temporary Gallery, presentiamo un duplice imperdibile appuntamento: dal 21 al 31 gennaio Vittorio Spampinato curerà la mostra IN THE TOWER di Maddalena Barletta, Myriam Cappelletti e Simona Ragazzi; il 28 gennaio Marco Palamidessi presenterà  STàMNOS la performance interattiva di Elisa Zadi.

Durante la Art City White Night di sabato 28 gennaio, alle ore 20:00 Elisa Zadi presenterà al pubblico della notte bianca bolognese la sua ultima opera performativa dal significativo titolo STàMNOS, in cui echi arcaici e simbologie cosmiche condurranno i partecipanti a interagire in un misteriosa atmosfera piena di fascino, per di più in uno dei luoghi più straordinari d’Italia: la Torre degli Asinelli.

http://zadielisa.blogspot.it/2017/01/stamnos-torre-degli-asinelli.html

Zoia Gallery, Milano. Dal 17 dicembre 2016 al 14 gennaio 2017.

30 artisti interpretano la dimensione del PICCOLO in senso sociale, politico, economico, psicologico o filosofico, in un formato che si caratterizza anch’esso per essere piccolo (dimensioni massime 30x30x30 cm)

Una rosa eterogenea di 30 artisti che analizzano la dimensione del piccolo formato secondo modalità rappresentative e poetiche differenti. Dalla pittura tradizionalmente intesa, ma mai accademicamente figurativa, all’illustrazione, dalle installazioni alla video arte, dalle sculture al gioiello.

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ADANI Fabio, BALDI Michela, BELGIOJOSO Francesca, BONFANTI Manuel, BORELLA Beppe, BUCCIARELLI Isadora, CEREDA Andrea, CHERNOVA Valeria, CORAZZA Neva, COVATO Alfredo, FASOLI Marica, FILLINI Francesco, JELTEMA Margrieta, KIANIAN Malihe, LAMBRONI Laura, MAGRI Emanuele, PINOTTI Mauro, PRESTI Fabio, PUCCIO Pietro, REFOSCO Fabio, SANVITTORE Andrea, SAVOLDI Fabio, SCALCO Thomas, SERRELI Jole, TONETTI Marta, USAI Luca, VALENTINAKI, ZADI Elisa, ZAGATO Beatrice, ZANGHERI Luca

http://www.zoiagallery.com

http://zadielisa.blogspot.it/2016/12/small-is-beautiful.html

SAMSUNG CAMERA PICTURES

Giovedì 1 dicembre 2016 alle ore 21:00 presso la Biblioteca Lazzerini di Prato (Sala Campolmi) avrà luogo laperformance interattiva di Elisa Zadi intitolata “Blu Guado”.

L’opera si presenta come una grande installazione dedicata a “La Madonna del parto” di Piero della Francesca, un rituale performativo ispirato al culto del femminino: l’evento è inserito all’interno della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e di 1522 Scarpe rosse – Rosso di Donna, promosso dall’Associazione Multimedia91 di Pontassieve e da AParte Associazione Pecci Arte di Prato.

 

Maggiori info su 

http://www.zadielisa.it/blu-guado/2050/ 

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                                                     ELISA ZADI
                    “Loro, L’Io, Gli Altri – situazioni e cose sospese”
Venerdì 21 ottobre alle ore 17, nel Salone degli Dei di Palazzo Franchetti a Pisa, avrà luogo l’inaugurazione della personale di Elisa Zadi dal titolo “Loro, l’Io, gli Altri – situazioni e cose sospese” a cura di Marco Palamidessi. La mostra si pregia della partecipazione del Consorzio di Bonifica Basso Valdarno, promotore dell’evento, del patrocinio del Comune di Pisa e di quello del Centro Raccolta Arte di San Miniato. La mostra intende indagare, attraverso un’attenta e mirata selezione di dipinti, il rapporto fra l’Io e la figura dell’artista e tutto ciò che li circonda, alla volta dell’emersione di emozioni e sentimenti inattesi, scaturiti dalle umane dinamiche eppure così raramente sondati o conosciuti. Chiamato ad avvicinarsi, l’osservatore entrerà in contatto con gli autoritratti, frutti figurativi derivanti dall’indagine pittorico-introspettiva che molto ha contribuito a definire la personalità di Elisa Zadi nel panorama artistico attuale, con gli oggetti e le cose del quotidiano, stabilendo con essi, se vorrà, una fondamentale relazione conoscitiva, avendo infine una preziosa occasione di confrontarsi con se stesso. Le figure, così come gli oggetti, sono gli assoluti protagonisti delle tele, pressochè prive di spazialità, che scaturiscono da una sospensione metafisica come da una sorta di rivalsa del soggetto sul contesto, creando un’atmosfera assoluta e sospesa. Le opere di grande formato si articolano in dittici e trittici, ritmando lo spazio e alternandosi con lavori più piccoli, che vanno a creare un silenzioso racconto dell’esistenza. In alcune tele come “Contaminazioni” possiamo percepire l’alienazione dell’individuo, divisa fra il quotidiano, la tecnologia e l’inquinamento urbano; incastonata fra questi elementi, la figura umana si trova presente eppur distante da ogni cosa: una sorta di riflessione illuminata e illuminante sulla situazione esistenziale contemporanea. L’esposizione è ideata appositamente per Palazzo Franchetti: sede del Consorzio 4 Basso Valdarno, giunge a noi dopo una lunga storia che ha attraversato le fasi medievale e tardo rinascimentale con numerose successioni, mutamenti di tipologia costruttiva e accorpamenti di case contigue, fino all’unificazione finale ad opera dei fratelli Franchetti, che ha restituito e donato alla città di Pisa la facciata ottocentesca che vediamo oggi. Gli splendidi affreschi cinquecenteschi che arricchiscono la Sala delle Ninfe al piano terra e il Salone degli Dei al piano nobile sono opera di Agostino Ghirlanda, mentre sulla volta della scalinata di accesso al primo piano è possibile ammirare le decorazioni “a grottesche”. Nell’ampio giardino, l’unico che si affaccia sul Lungarno, una recente campagna di scavi ha portato alla luce il pavimento di quella che dovrebbe essere stata la casa del Conte Ugolino della Gherardesca di dantesca memoria (atti notarili testimoniano che, secondo la leggenda, quell’edificio sarebbe stato demolito con “l’applicazione solita del sale”), silos per la conservazione del grano, alcune ghiacciaie che testimoniano un fiorente commercio in città e numerosi interessanti reperti. “Loro, l’Io, gli Altri – situazioni e cose sospese” sarà visitabile, a ingresso libero, fino al 28 ottobre, rispettando i seguenti orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, martedì e giovedì dalle 15 alle 17. Per informazioni rivolgersi al 3470680242 o al 348-0932563.

La mostra è stata prorogata fino al 25 novembre 2016

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Invito barbagianna“BLU GUADO”di ELISA ZADI a LA BARBAGIANNA di PONTASSIEVE
Marco Palamidessi presenta la nuova installazione dell’artista

Sabato 3 settembre 2016, dalle ore 17:00, presso la “Barbagianna – una casa per l’arte contemporanea” a Pontassieve, Elisa Zadi presenterà in anteprima “Blu Guado”, la nuova installazione interattiva ispirata alla “Madonna del parto”, capolavoro universale di Piero della Francesca. Dopo il lungo e impegnativo periodo di ricerca per la realizzazione dell’opera, l’artista ha felicemente accolto l’invito a presentare questa sua ultima creazione nel corso della giornata in cui ricorrono i venticinque anni di attività della” Barbagianna – una casa per l’arte contemporanea”. A monte dell’opera di Elisa Zadi c’è un approfondito studio filologico (oltre che estetico) sul pigmento del guado, impiegato nella tecnica di coloritura della tonalità blu nelle stoffe fino al Cinquecento, e di tutte le altre fasi realizzative. L’avventura per la creazione di quella che significativamente è intitolata “Blu Guado”, opera installativo-performativa appartenente a un genere che sta sempre più interessando e coinvolgendo Elisa Zadi nel suo percorso artistico, nasce dallo storico e suggestivo fatto che Piero della Francesca apparteneva ad una famiglia di tintori di stoffe: è verosimile che il maestro rinascimentale abbia utilizzato gli stessi pigmenti per la preparazione di alcuni colori per la pittura. All’epoca l’azzurro era ricavato dalla pianta di guado, molto preziosa per l’attenta lavorazione che necessitava, e che ancora oggi si mantiene come rarità per pochi appassionati. La particolarità della tintura al guado, rispetto alle altre piante, è che la colorazione del tessuto non avviene durante la bollitura ma gradualmente e rapidamente con la sua stesura all’aria: questa metamorfosi affascinante è stata per l’artista una scoperta magica, simbolica tanto da desiderare di condividerla con un pubblico. Il modello dell’abito appositamente creato per “Blu Guado”, tratto dal celebre affresco di Monterchi, è stato riadattato alle effettive proporzioni fisiche dell’artista, che ha preso di riferimento il proprio corpo anche per la realizzazione del manichino, mediante calco diretto in gesso, con un deciso e motivato senso d’immedesimazione.   Così scrive nella presentazione Marco Palamidessi:“Nel rendere omaggio al genio di Piero della Francesca, la nuova opera di Elisa Zadi, rappresentando in sé un inno alla fertilità nel senso più aulico e ampio, che va dalla procreazione alla genesi artistica, celebra un tema di fondamentale importanza, quello cioè dell’atto supremo, il gesto dei gesti che è appunto il nascere, il generare, il creare in tutti i suoi modi possibili, ma soprattutto artisticamente, cioè con la mente e con le mani. Vengono al mondo l’uomo, l’idea, il concetto universale, le opere i sentimenti e le cose. Gli artisti, quelli veri intendo, per mezzo della loro espressione, riescono a rinnovare ogni giorno la Creazione, sanno far sentire vivo un mondo, il nostro, che non è stato fatto in un solo istante, ma ogni volta che vi è sopraggiunto un artista degno di questo nome. Ad ogni persona che vorrà intraprendere quest’avventura e condividerla prima di tutto con l’artista, il delicato compito di raccogliere il seme direttamente dal ventre che lo genera, per portarlo in un luogo, non importa se fisico o mentale, dove diventerà frutto e nuova vita. E chi custodisce il seme della creazione è a sua volta egli stesso artista-creatore. “Blu Guado”, in fondo, è un’opera che ci ricorda che ogni giorno è un modo di venire al mondo, che ci fa cogliere l’idea che il nostro grembo, come la nostra mente, deve sempre essere fecondo, di luce, di semi, di vita”.

Comunicato completo e maggiori informazioni su http://zadielisa.blogspot.it/2016/08/blu-guado.html

Con il patrocinio di: Regione Toscana, Città Metropolitana Firenze, Comune di Firenze, Comune di Pontassieve

Con la collaborazione di: MultiMedia91 Firenze, Archivio della Voce dei Poeti Pontassieve, Morgana Edizioni Firenze, Area N.O. Firenze, Harta Performing Monza, Archivio Carlo Palli Prato

CARA ENFANTA DI ELISA ZADI APPRODA PER BAUtredici ALLA GALLERIA PAOLA RAFFO DI PIETRASANTA

Prosegue il viaggio dell’installazione dedicata a Velàzquez e curata da Marco Palamidessi

Sabato 6 agosto 2016, dalle ore 18, presso la galleria Paola Raffo Arte Contemporanea di Pietrasanta, avrà luogo la presentazione del numero Tredici della rivista d’autore BAU Contenitore di Cultura Contemporanea, prodotta a Viareggio dall’Associazione BAU, con introduzione di Maurizio Marco Tozzi. Verrà inoltre inaugurata l’esposizione Dress Codex – urgenze contemporanee in veste di rivista visitabile fino al 21 agosto.

In questo contesto verrà proposta, a partire dalle ore 21.30, l’opera di Elisa Zadi “Cara Enfanta”, installazione pittorico-interattiva curata da Marco Palamidessi che ha debuttato lo scorso febbraio al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, in una serata dedicata alla memoria del suo presidente Valdemaro Beccaglia.
“Cara Enfanta” si presenta come un percorso performativo in cui ogni spettatore è chiamato a partecipare interagendo direttamente con l’opera. Quest’ultima, dedicata al capolavoro “Las Meninas” di Diego Velázquez, mostra la figura centrale dell’Enfanta Margherita ricostruita tridimensionalmente attraverso il suo abito, che viene posto fisicamente di fronte al suo doppio mediante uno specchio immaginario, una porta simbolica e idealmente spazio temporale che il pubblico è invitato ad attraversare in un percorso coinvolgente e suggestivo. L’Enfanta si rivela attraverso la sua presenza-assenza, intuita dalla volumetria dell’elegante vestito, ricavato a partire dalle esatte proporzioni del dipinto del Prado e cucito in quella stessa tela che Elisa Zadi usa sapientemente come supporto grezzo in numerose opere. Qui vengono rappresentati i personaggi femminili principali del capolavoro di Velázquez, l’Infanta e le due damigelle, in compagnia del docile mastino spagnolo. Queste figure, rigorosamente dipinte ad olio, appaiono dal fondo della tela grezza come presenze eteree, come particolari corporei che emergono da una dimensione altra, senza spazio nè tempo, manifestando le loro mute e sospese dinamiche, instaurando fra loro un intenso quanto misterioso colloquio. Nell’installazione, tale opera si raffronta con il suo omologo, un vestito delle stesse fattezze che invece di accogliere nella trama la pittura è ora ricoperto di messaggi sotto forma di piccoli cartigli applicati, che lo costellano in tutto il suo volume, mascherandone l’originale e verginale colore. Fra queste due presenze-abito è collocata una cornice che simula uno specchio: in successione, come in una sorta di pellegrinaggio, gli spettatori potranno avvicinarsi e compiere uno ad uno il passaggio dentro “lo specchio” invisibile, attraversando uno “stargate” che li condurrà al confronto inevitabile con queste figure. Ogni partecipante toglierà, uno dei messaggi applicati, e così in successione tutti gli altri, spogliando pian piano il volume del vestito fino a rivelarlo in tutta la sua essenza, manifestando così la sua pura e intatta verità. L’opera viene “spogliata” delle parole e dei concetti scritti, come un albero che rinuncia ai suoi frutti per donarli al mondo, che andranno ad arricchire chi raccoglierà il messaggio-seme, che a sua volta potrà germogliare come nuova esperienza.

Maggiori informazioni sull’opera: http://www.zadielisa.it/category/cara-enfanta/

http://zadielisa.blogspot.it/2016/02/elisa-zadi-presenta-lopera-cara-enfanta.html

http://zadielisa.blogspot.it/2016/07/cara-enfanta-bau-tredici-pietrasanta.html

Paola Raffo Arte Contemporanea
www.paolaraffo.itpaolaraffo@tiscali.it
ph. +39 0584 283338

BAU / associazione culturale
www.bauprogetto.netinfo@bauprogetto.net

BAU Tredici - Dress Codex - low resSabato 18 giugno alla GAMC, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani di Viareggio avrà luogo l’opening del progetto BAU tredici – Dress Codex – urgenze contemporanee in veste di rivista. Continua il percorso della nota artista Elisa Zadi nel cuore delle più importanti istituzioni museali contemporanee italiane che prevede per questo evento la presentazione di due opere inedite realizzate per il progetto Bau tredici. L’artista presenterà un’opera che sarà esposta nel percorso museale della galleria Caleidoscopic Dress, visibile fino al 17 luglio e un’opera che sarà presentata durante la serata inaugurale Caleidoscopic Dress Light #1. Introdotto dall’Assessore alla Creatività Rossella Martina e dal Direttore Scientifico della GAMC, Alessandra Belluomini Pucci, l’evento comprenderà uno speciale “defilé artistico” in cui svariati autori di BAU Tredici sfileranno indossando i loro capi creativi, oltre alle performance degli ospiti speciali: il poeta sperimentale Sarenco, la compositrice elettronica Amelie Duchow, la cantautrice Verdiana Raw ed il quartetto post punk-shoegaze“Klam”, che improvviserà dal vivo un commento sonoro al defilé degli abiti creativi degli autori di BAU Tredici, proponendo altresì alcuni brani musicali al termine dell’evento. La singolare pubblicazione “in scatola”, prodotta dall’associazione no profit BAU di Viareggio, è incentrata quest’anno sul tema dell’abito d’artista e raccoglie, in edizione di 150 copie, opere originali nel grande formato A2 (42×60 cm) di oltre sessanta autori internazionali attivi nelle più diverse discipline, dalla poesia visiva al design alla videoarte. Prendendo le mosse dal vasto immaginario dell’abito d’autore, con la sua ricca tradizione che spazia dagli stravaganti capi Dada e Futuristi agli estrosi costumi di scena di musicisti come David Bowie, Bjork e Lady Gaga fino alle creazioni di stilisti fuoriclasse come Gianfranco Ferrè e Alexander McQueen, la rassegna “Dress Codex – urgenze contemporanee in veste di rivista” presenta le opere prodotte per il numero Tredici della rivista d’autore “BAU – Contenitore di Cultura Contemporanea”, realizzata in sinergia con la storica azienda tessile Bonotto Spa e con grafica di Gumdesign. La mostra comprende, oltre alle opere di BAU Tredici, una selezione dal progetto Rosso di Donna/1522 curato da Alessandra Borsetti Venier e altri lavori visuali, prototipi e installazioni inedite che esplorano l’ambito dell’abbigliamento creativo.Per questa edizione BAU ha sollecitato un’indagine sull’indumento nelle sue più disparate applicazioni, sia dal punto di vista dei materiali impiegati che dell’innovazione e dei processi sociali attivati. Anziché l’obbligo di adeguarsi ad un “codice d’abbigliamento” imposto, il progetto DRESS CODEX suggerisce al contrario le più libere sollecitazioni sull’universo dell’abito, suggerendo un nuovo codice fantastico che non esprime l’obbligo di adeguarsi a norme rigide bensì al contrario auspica proposte insolite nell’universo dell’abito, sia dal punto di vista dei più disparati e insoliti materiali impiegati che dei modi d’uso utopici e visionari.

www.gamc.itgamc

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PSYCHE-GOHEI dentro è oltre

Dopo il successo dell’installazione pittorica Cara Enfanta, tenutasi presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, la nota artista Elisa Zadi presenterà Psyche-Gohei, un’inedita performance che si terrà il prossimo 15 maggio nel Bosco dei Poeti di Dolcè, in provincia di Verona, al confine con il Trentino. Il progetto della Zadi intende far riflettere i partecipanti su due tematiche a lei particolarmente care: l’introspezione psicologica e la sacralità dell’albero. Psyche, oltre che anima, era il nome che nel periodo rinascimentale individuava lo specchio posto nella stanza privata; i Gohei, invece, sono delle decorazioni cartacee che in Giappone vengono messe ad omaggiare gli alberi-kami, alberi centenari e quindi sacri. Come da tradizione orientale, l’opera si presenta come una corda-circonferenza da installare al tronco dell’albero prescelto; questa si compone, ad intervalli ritmati, da piccoli autoritratti su tela eseguiti allo specchio, specchi-psyche che riflettono la luce ed i volti dei partecipanti alla performance, e dai gohei contenenti messaggi dedicati. Scrive Marco Palamidessi, curatore dell’evento: in questa nuova azione performativa di Elisa Zadi, concettualmente penetrante, gli elementi vengono simbolicamente e fattualmente ad incontrarsi e a convivere, pur appartenenti a due culture e filosofie lontane nel tempo e nello spazio, come quella greco-occidentale e quella nipponico-orientale. L’artista riesce con semplicità ad unirli in un’opera che vuole essere universale, superando ogni differenza culturale e geografica, ricordandoci di essere accomunati come esseri viventi e pertanto composti dei medesimi elementi. Chiamato ad  avvicinarsi, l’osservatore entrerà in contatto non soltanto con gli autoritratti, frutti figurativi derivati dall’indagine pittorico-introspettiva che molto ha contribuito a definire la personalità di Elisa Zadi nel panorama contemporaneo, ma avrà modo di confrontarsi con se stesso. Fondamentale è lo spazio naturale dove l’esperienza avverrà, uno dei luoghi sacri ed animati per eccellenza: il bosco. Si dice che se non vai mai nei boschi, se non sai abbandonarti alla Natura con libertà e coraggio, nulla in verità potrà succedere, mai e la vita non avrà un vero e proprio inizio. Lo stesso si può dire per l’Arte in sè, che è il modo più alto e intenso per conoscere noi stessi. Psyche-Gohei verrà presentata nel progetto itinerante, ben più esteso e variegato, di Vitamine – Tavolette energetiche, curato da Laura Monaldi e ideato e promosso da Carlo Palli, uno dei più grandi collezionisti d’arte contemporanea d’Italia. Nel corso dell’evento verranno presentate le 466 opere nel formato 10×15 provenienti, appunto, dall’Archivio Carlo Palli di Prato. La giornata sarà arricchita da numerose performance e dalla preziosa possibilità di visitare il percorso Arte e Natura, con oltre un migliaio di lavori di 600 artisti presenti. Con i suoi 130 ettari di estensione e i 12 chilometri di sentieri percorribili, il Bosco dei Poeti è un luogo eletto per la mente e per lo spirito, nonchè uno dei musei a cielo aperto più importanti del Belpaese. È infatti una via immersa nel verde con poesie, opere e disegni di artisti italiani e internazionali, fra cui Alda Merini, Maurizio Cattelan, Arturo Schwarz, Nicola De Maria, Luigi Ontani, Ezra Pound, Mario Rigoni Stern, Sarenco, Edoardo Sanguinetti, Toti Scialoja, Andrea Zanzotto, Patrizia Cavalli, Nanni Balestrini, Mauro Dal Fior, Jakob De Chirico, Laurina Paperina e molti altri. Ad aprire il percorso, una poesia donata da Papa Giovanni Paolo II Karol Wojtyla, incisa su pietra; accanto, un pensiero scritto da Sua Serenità Altissima il Dalai Lama, infine due grandi pietre realizzate dall’artista francese Ben Vautier.

La S.V. è invitata
domenica 15 Maggio
dalle 10.00 alle 18.00
al Bosco dei Poeti
Km 318 della S.S. del Brennero a Dolcè (Vr)

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